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Così le badanti straniere “assistono” il welfare pubblico

17 Settembre Set 2013 1052 17 settembre 2013

Agenzia Ttu (Gruppo Unicredit) dà i numeri dell’assistenza familiare. 750mila gli immigrati impiegati, 9 miliardi la spesa delle famiglie italiane, 45 i miliardi che lo Stato dovrebbe spendere per offrire servizi similari

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Agenzia Ttu (Gruppo Unicredit) dà i numeri dell’assistenza familiare. 750mila gli immigrati impiegati, 9 miliardi la spesa delle famiglie italiane, 45 i miliardi che lo Stato dovrebbe spendere per offrire servizi similari

Da fenomeno sociale a fenomeno economico. Questo il passaggio “di categoria” che in un decennio ha portato al centro del dibattito sui temi socio-assistenziali il tema degli assistenti familiari stranieri: badanti, colf e baby sitter, principalmente donne, che costituiscono oggi la categorie più numerosa tra i lavoratori immigrati in Italia, 750mila persone. Un pilastro ormai fondamentale in diversi ambiti tanto del welfare familiare, quanto del welfare pubblico: se non ci fossero le badanti, assicurare un servizio analogo, allo Stato costerebbe 45 miliardi di euro.

Ma quella degli assistenti familiari è anche una nuova categoria di persone che possono contare su un reddito (le famiglie italiane nel 2010 - ultimo dato utile - hanno speso in badanti 9 miliardi di euro), e che hanno una spiccata attitudine al risparmio: mettono da parte in media, al mese, 250 euro, parte dei quali vengono spediti ai familiari nei Paesi d’origine. Sono, insomma, un target interessante per una banca, e anche attraverso la bancarizzazione possono fare un passo in più in direzione dell’integrazione.

Tutti questi spunti tematici sono il frutto di una “Indagine sull’assistenza familiare in Italia” realizzata da Agenzia Tu, la rete di filiali UniCredit dedicata ai cittadini stranieri residenti in Italia e ai lavoratori atipici, e sarà la base di discussione del Convegno che sul tema viene proposto oggi da Agenzia Tu (per Info: www.agenziatu.it). Obiettivo del Convegno, individuare vie per incentivare la formazione professionale degli assistenti familiari stranieri, e far crescere la consapevolezza dei loro diritti e doveri.