Infanzia

Il SaD perde due sostenitori su tre

1 Ottobre Ott 2013 1355 01 ottobre 2013

Crollano in italia i sostegni a distanza: -65% rispetto al 2007, dice AiBi. La colpa non è della crisi economica: gli italiani del SaD non si fidano più. Tempo tre anni, il SaD sarà finito

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Il SaD perde due sostenitori su tre
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Crollano in italia i sostegni a distanza: -65% rispetto al 2007, dice AiBi. La colpa non è della crisi economica: gli italiani del SaD non si fidano più. Tempo tre anni, il SaD sarà finito

Marco Griffini, presidente di AiBi, la definisce «una vera emergenza della solidarietà». Secondo la ricerca Eurisko che verrà presentata domani in Senato, il Sostegno a Distanza è in caduta libera e in sei anni si sono persi in Italia due sostenitori su tre. «Confrontando i dati di una analoga ricerca Eurisko realizzata nel 2007, le famiglie italiane con un SaD attivo infatti sono diminuite del 65%, passando dai 4 milioni e 300mila del 2007 al milione e mezzo di oggi», dice Griffini. «Un crollo spaventoso, perché i milioni di bambini che vivono fuori famiglia e hanno bisogno del nostro aiuto non possono aspettare». Ma il dato più preoccupante che emerge dalla ricerca è la causa per cui gli italiani abbandonano il Sostegno a Distanza. Non è la crisi economica, come si potrebbe pensare: «Il 60% degli italiani ha indicato come causa il crollo della fiducia e questo dato, insieme al fatto che il sostegno a distanza ha una durata sempre inferiore, che oggi si aggira sui 3 anni-3 anni e mezzo, ci dice come il SaD in questi anni recenti sia stato snaturato. Tempo tre anni e sarà morto», spiega Griffini.

Se il SaD un tempo era vissuto come un sostegno continuativo nel tempo a un bambino con un volto e un nome, ora per Griffini «il SaD è diventato qualcosa che si fa sull’onda emotiva di uno spot e per questo dura poco tempo. Non è più un bene relazionale, è un bene di consumo; non è più un sostegno a distanza, è una raccolta fondi come tante. E infatti il 40% degli italiani dice che continuerà a dare soldi, ma in altre forme».

Domani sera (appuntamento alle 18 a Palazzo Giustiniani, a Roma) Aibi farà la sua proposta: «Occorre dare garanzie e trasparenza. Invitiamo tutte le associazioni che si occupano di Sostegno a distanza a partecipare all’incontro e a confrontarsi su questa emergenza della solidarietà. Ci sono 20 milioni di famiglie, in Italia, che non hanno mai fatto un sostegno a distanza, sono una grande opportunità. Però secondo noi serve una proposta di legge che dia un’identità precisa al SaD, a cui chi vorrà usare quel “marchio” dovrà attenersi».
All’incontro interverranno tra gli altri Luigi Bobba, membro della Commissione Infanzia e Adolescenza; Isabella Cecchini, membro del board di Gfk Eurisko; Caterina Cittadino, Capo dipartimento per le Politiche per la Famiglia; Vincenzo Curatola, presidente del Forum permanente per il Sostegno a Distanza; Stefania Giannini, la senatrice di Lista Civica, membro della Commissione Infanzia e Adolescenza, che ha portato in Senato la proposta di modifica della legge sulle adozioni internazionali promossa da Amici dei Bambini; il presidente di Ai.Bi., Marco Griffini; la senatrice Pd Stefania Pezzopane, membro della Commissione per le questioni regionali.