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C'è meno fame nel mondo. Ma una persona su otto non ha cibo

2 Ottobre Ott 2013 1111 02 ottobre 2013

Secondo il nuovo Rapporto sullo Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo le persone sottoalimentate sono 842 milioni, in calo rispetto a due anni fa. Tra loro, quasi 16 milioni vivono nei paesi ricchi. E negli ultimi vent'anni, la fame nel mondo è scesa del 17 per cento a livello globale

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Fame Nel Mondo
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Secondo il nuovo Rapporto sullo Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo le persone sottoalimentate sono 842 milioni, in calo rispetto a due anni fa. Tra loro, quasi 16 milioni vivono nei paesi ricchi. E negli ultimi vent'anni, la fame nel mondo è scesa del 17 per cento a livello globale

E' stato pubblicato il 1° ottobre il nuovo rapporto congiunto “The State of Food Insecurity in the World- SOFI 2013” (Lo Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo) delle agenzie alimentari delle Nazioni Unite (Fao, Ifad e Pam). I nuovi dati, relativi all'anno scorso, indicano che il numero complessivo delle persone sottoalimentate è sceso rispetto agli 868 milioni del 2010, e che la stragrande maggioranza delle persone che soffrono la fame vive ancora nei paesi in via di sviluppo, mentre 15.7 milioni vivono nei paesi sviluppati.
Nonostante i progressi compiuti a livello globale, persistono marcate differenze geografiche nella riduzione della fame: l'Africa sub-sahariana rimane la regione con la più alta percentuale di denutrizione, con un africano su quattro (24,8 per cento) che ne soffre. E se non si registra nessun progresso in Asia occidentale, in Asia meridionale e Africa settentrionale hanno fatto piccoli passi avanti. Dal 1990-1992 a oggi il numero totale delle persone sottonutrite nei paesi in via di sviluppo è sceso del 17 per cento passando da 995,5 milioni a 826,6 milioni.
Nonostante i dati siano non siano uniformi, il rapporto sottolinea come i paesi in via di sviluppo nel loro insieme abbiano fatto notevoli progressi verso l'obiettivo di dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame entro il 2015 - il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) concordati a livello internazionale. Se il calo medio annuo dal 1990 ad oggi dovesse continuare sino al 2015, la percentuale di denutrizione riuscirebbe a raggiungere un livello vicino a quello richiesto dall’obiettivo di sviluppo del millennio sulla fame nel mondo. Rimane invece fuori portata, a livello globale, l’obiettivo più ambizioso fissato dal Vertice mondiale dell'alimentazione del 1996 (WFS), di dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame entro il 2015, anche se alla fine del 2012 ventidue paesi vi erano riusciti.
Le conclusioni e le raccomandazioni del Rapporto 2013 saranno discusse da rappresentanti dei governi, della società civile e del settore privato nella prossima riunione del Comitato sulla sicurezza alimentare mondiale che avrà luogo presso la sede della FAO, a Roma, dal 7 all’11 ottobre.