Pochi giovani, tanta burocrazia

7mila a volontario. Il prezzo dell’annientamento del servizio civile

7 Ottobre Ott 2013 1739 07 ottobre 2013

Abbiamo fatto due conti. Il continuo restringimento del numero degli avviamenti sta rendendo sempre più pesante il costo della macchina amministrativa

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Sc Avis
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Abbiamo fatto due conti. Il continuo restringimento del numero degli avviamenti sta rendendo sempre più pesante il costo della macchina amministrativa

L’umiliazione del servizio civile nazionale non è solo nei numeri, ancora oggi i volontari in servizio risultano essere appena 879, ma è anche nei costi. Vediamoli.

In base ai dati dell’ultima relazione al Parlamento l’Ufficio nazionale (quella riferita allo scorso anno) risulta composto da 91 unità (3 dirigenti di prima fascia, 5 dirigenti di seconda fascia e 83 dipendenti, l’80% dei quali “prestati” da altri ministeri). Nel 2012 la somma della spesa per il personale assegnato (2,9 milioni di euro) e di quella per il funzionamento, compresi i trasferimenti alle regioni (3,3 milioni) è stata di circa 6,2 milioni di euro, che quindi equivalgono ai costi fissi che lo Stato impegna per la gestione dei ragazzi in servizio civile. Costi quindi che non variano in base all’entità del contingente in servizio. Risultato? In questo momento mediamente ognuno dei 879 highlander del servizio civile solo di costi burocratici pesa sulle casse dello Stato per oltre 7mila euro. Ovvero molto di più dei 5.200 euro all’anno che ogni volontario incassa come diaria.


Un servizio civile ridotto ai minimi termini, oltre che irrilevante dal punto di vista culturale, sta diventando anche poco difendibile dal punto di vista del portafoglio. A meno che non lo si voglia interpretare come strumento di sostegno al reddito di chi lavora negli uffici pubblici che si occupano dell’amministrazione dei volontari, ma questa sarebbe tutta un’altra faccenda.