Giustizia

Il Ceis: “Berlusconi da noi? Non ci risulta”

7 Ottobre Ott 2013 1842 07 ottobre 2013

Il portavoce del Centro fondato da Don Mario Picchi: “Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta dall’ entourage del Cavaliere, ora lasciateci lavorare in pace”

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Il portavoce del Centro fondato da Don Mario Picchi: “Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta dall’ entourage del Cavaliere, ora lasciateci lavorare in pace”

L’avvocato difensore di Silvio Berlusconi, Franco Coppi, detta i tempi: «La prossima settimana presenteremo a Milano la richiesta di affidamento ai servizi sociali». L’ex premier potrebbe essere affidato ai servizi sociali anche nella Capitale, in ragione dello spostamento nelle scorse settimane della residenza a palazzo Grazioli a Roma. Nei giorni scorsi è circolata la voce che il Centro Italiano di Solidarietà (Ceis) -fondato da Don Mario Picchi al fine di affrontare i problemi derivanti dall’emarginazione e dal disagio giovanile e familiare- dovrebbe occuparsi della ‘rieducazione’ del Cavaliere.

Ipotesi però smentita dai diretti interessati. «Guardi noi non ne sappiamo niente, non abbiamo ricevuto alcuna richiesta né via fax né via mail, perciò ora chiediamo semplicemente di essere lasciati in pace per continuare a fare il nostro lavoro». Gianluca Scarnicci, dell’Ufficio comunicazione, risponde in questo modo alla nostra richiesta di chiarimenti in merito.

La notizia dunque, per il momento, non c’è. Non è da escludere comunque che le trattative siano già in corso, e per ragioni di prudenza –oltreché di immagine, nel caso in cui il progetto non dovesse andare in porto- preferiscano trincerarsi dietro poche battute sbrigative.

Berlusconi come il senatore decaduto Cesare Previti, che espiò la sua pena nel Centro dopo la condanna definitiva in Cassazione? Per il momento, solo un rumor. Non corroborato dai fatti.