filantropia

Le fondazioni USA non sentono la crisi, ma sono avare

11 Ottobre Ott 2013 1119 11 ottobre 2013

I fondi scarseggiano un po' per tutti di questi tempi, tranne che per le cassaforti USA, che detengono oltre 620 miliardi di dollari e ne donano 50 a sanità, scuola e poveri. Un dato in crescita, ma di molto inferiore alle percentuali di dono delle fondazioni del Vecchio Continente: 7% contro 23%

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I fondi scarseggiano un po' per tutti di questi tempi, tranne che per le cassaforti USA, che detengono oltre 620 miliardi di dollari e ne donano 50 a sanità, scuola e poveri. Un dato in crescita, ma di molto inferiore alle percentuali di dono delle fondazioni del Vecchio Continente: 7% contro 23%

La crisi e lo shutdown attanagliano gil Usa, che si vedono pericolosamente vicini a un clamoroso default, ma c'è una categoria negli Stati Uniti che sembra al riparo dalle tempeste finanziarie: sono le fondazioni. Secondo l'ultimo rapporto ey Facts on U.S. Foundations redatto dal Foundation Center, nel 2011 le 81.777 fondazioni del paese avevano raggiunto 622 miliardi di dollari di asset distribuendone 49 (ovvero il 7,8%), cifra che ha invece superato quota 50 miliardi (36 miliardi di euro) nel 2012. E per il 2013 si prevede un nuovo aumento.
Bene, però questo dato assume un'altra rilevanza se si confronta con le performance delle fondazioni europee, che pur essendo più numerose (oltre 110mila) hanno comunque erogato l'anno scorso 83 miliardi di euro, cioè molto più del doppio donato dalle consorelle americane; in percentuale, stiamo parlando del 23,7% degli asset in Europa contro il 7,8% fatto registrare negli Stati Uniti.
I settori in cui le fondazioni a stelle e strisce sono più attive e generose sono quelli della sanità e della scuola, che si accaparrano circa la metà delle erogazioni, mentre oltre il 35% dei fondi erogati è andato a favore degli svantaggiati. La singola donazione più alta è stata, manco a dirlo, della Bill & Melinda Gates Foundation, che due anni fa ha donato 967 milioni di dollari da distribuire in cinque anni al fondo mondiale Global Alliance for Vaccines and Immunization.