Filantropia

Misurare l'efficacia del bene è possibile

22 Ottobre Ott 2013 1721 22 ottobre 2013

Ospite d'onore al Philanthropy Day di Fondazione Lang Italia Mario Morino. Dai dati di Ipsos l'indice di credibilità delle onp è molto alto. A pari merito con la Chiesa di Papa Francesco e superato solo da Napolitano e dalla Scuola Italiana

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Ospite d'onore al Philanthropy Day di Fondazione Lang Italia Mario Morino. Dai dati di Ipsos l'indice di credibilità delle onp è molto alto. A pari merito con la Chiesa di Papa Francesco e superato solo da Napolitano e dalla Scuola Italiana

L’efficacia del bene, ovvero la possibilità di misurare i risultati nella filantropia, è il tema sviluppato oggi nel corso del convegno organizzato da Fondazione Lang Italia per affrontare la venture philanthropy. Ospite d’onore dell’evento cui hanno partecipato oltre 200 rappresentati di fondazioni e ong Mario Morino, imprenditore di successo negli anni ’80 nel settore informatico e poi fondatore e presidente di Venture Philantropy Partners e del Morino Institute.

Aprendo i lavori Tiziano Tazzi, presidente della Fondazione Lang Italia, è partito dai cambiamenti globali con cui si devono misurare i moderni filantropi per spiegare le ragioni che hanno portato la Fondazione Lang Italia a stringere un rapporto strategico con Mario Morino, finalizzato a innovare la cultura filantropica, e a organizzare il convegno, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di oltre 200 organizzazioni non profit.
«Il Privato socialmente responsabile e, in particolare, le Fondazioni che supportano le organizzazioni non profit che si occupano di assistenza in vari campi sono, nell’attuale situazione di crisi, ancor più sollecitati ad ampliare i loro interventi, in presenza però di risorse scarse», ha detto Tiziano Tazzi. «Occorre perciò rivedere i criteri con cui vengono gestiti i fondi pubblici e privati dalle non profit, partendo dall’individuazione dei leader, che nel loro specifico campo di intervento hanno dimostrato di saper combinare al meglio l’efficacia sociale con l’efficienza economica».
All’incontro insieme a Tazzi hanno partecipato: Giuseppe Aversa e Sonia Mancini, Bank Vontobel AG, Chiara Boroli, Segretario Generale Fondazione De Agostini, Guido Giubergia, presidente Fondazione Paideia, Maurizia Iachino, oresidente Oxfam Italia.

Illustrando la sua ventennale esperienza negli Usa a sostegno di iniziative filantropiche, Mario Morino si è soffermato sulle nuove responsabilità che competono a chi è direttamente impegnato nel finanziamento di organizzazioni non profit. «Dal 2000 mixando le migliori pratiche del venture capital con la cultura e gli obiettivi del non profit, abbiamo attivato direttamente 80 milioni di dollari, ricevuti da famiglie che cercavano un modo differente e migliore per aiutare soggetti svantaggiati, a cui si sono aggiunti 40 milioni di dollari provenienti da altri soggetti privati e dal Governo federale, sulla base di un principio semplice quanto chiaro: finanziare a partire dai risultati, non dalle attività», ha detto il presidente di Venture Philantropy Partners.
Tra gli esempi, più significativi portati da Morino, l’esperienza dell’organizzazione Youth Villages, guidata da Pat Lawler che, partendo da Memphis (Tennessee), segue, in diverse realtà americane, persone con problemi psicologici, soprattutto ragazzi, spesso passati da più di una famiglia adottiva. L’82% dei ragazzi seguiti da Youth Villages hanno portato a termine gli studi, imparando anche a vivere e a contribuire alle proprie comunità. Una performance che risulta essere doppia e, soprattutto, con un costo di appena un terzo rispetto a quelle di analoghi programmi.

Da questa e da altre esperienze, Mario Morino ha dedotto sei regole fondamentali, perseguite da Venture Philanthropy Partners:
Alto grado di Coinvolgimento, coinvolgendosi e partecipando alle decisioni strategiche dell’organizzazione non profit che si intende sostenere;
Finanziamento su misura, il tipo di finanziamento può variare dalla donazione (grant) al prestito, alle garanzie su prestiti di terzi, al contributo in conto capitale;
Sostegno Pluriennale, l’ingaggio deve essere di lungo periodo e va dai 3 ai 7 anni;
Sostegno Non Finanziario, fondamentale anche il sostegno al management dell’Organizzazione non profit tramite la consulenza specifica;
Sostegno alla crescita, è un approccio che punta a sostenere la struttura organizzativa, il management e il personale tramite la ricerca dei leader e la formazione;
Misurazione della Performance, insieme alla organizzazione ‘investita’ si stabiliscono le metriche in grado di evidenziare i risultati raggiunti (outcomes).

Il dibattito è stato arricchito dai dati presentati da Nando Pagnoncelli, Ceo di Ipsos Italia, in merito a quello che pensano gli italiani della filantropia e del mondo del non profit. In particolare, per quanto riguarda l’indice di credibilità quello delle organizzazioni non profit è tra i più alti (68), dietro solo al Presidente della Repubblica (73) e alla scuola (70) e al pari della Chiesa cattolica di Papa Francesco. Il finanziamento del non profit deriva per il 72% da donazioni, di cui il 46,5% da privati cittadini, il 20,7% dalle Fondazioni bancarie e solo il 10,5% dal mondo delle imprese. Dato questo che conferma come lo spazio per un loro maggior coinvolgimento è sicuramente ampio.
L’80% degli intervistati ritiene che i privati cittadini donino “per generosità”, mentre in questionari a risposta multipla il 57% pensa che le aziende donino “per contribuire al benessere di tutti”, con un 30% che pensa che lo facciano “perché hanno qualcosa da farsi perdonare” e un 61% che lo facciano “per farsi pubblicità”.
Solo 1 italiano su 10 conosce in prima battuta il significato della parola filantropo, ma ancor meno sono coloro che, esemplificando il concetto, sono portati a individuarlo nelle aziende, mentre il 30% ritiene che si tratti prevalentemente di persone fisiche. Pagnoncelli ha infine spiegato che i donatori più abbienti sono contemporaneamente molto più attenti alla destinazione e all’impatto delle loro donazioni rispetto ai piccoli donatori, e questo richiede da parte di chi raccoglie fondi e delle organizzazioni non profit una sempre più accentuata trasparenza e capacità di rendere conto di quanto si è ricevuto.

Sempre nell’ambito del Philanthropy Day organizzato da Fondazione Lang Italia, nel pomeriggio si è tenuto un incontro riservato a un gruppo di manager di imprese for profit sul tema della Corporate Philanthropy.
«Le imprese che ogni giorno conducono il loro business con successo, necessitano sempre più di strumenti per impostare con altrettanta efficacia la loro strategia di responsabilità sociale e di investimenti sul territorio», sottolinea Lucia Martina, Segretario Generale della Fondazione Lang Italia. «Oltre all'attività di advisory filantropico, che come Fondazione svolgiamo affiancando le imprese nel delineare la propria strategia di intervento solidale, siamo convinti dell'importanza di momenti di networking forti, come appunto il Philanthropy Day, per mettere a sistema le buone pratiche già attive e confrontarsi con gli scenari internazionali».