Due sentenze da leggere

Il Tar: il non profit è una categoria produttiva

25 Ottobre Ott 2013 1734 25 ottobre 2013

Il tribunale amministrativo del Lazio dà torto a CGIL e Ordine Professionale Agrotecnici: «I rappresentanti di associazionismo e volontariato siedono a pieno titolo nel Cnel»

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Il tribunale amministrativo del Lazio dà torto a CGIL e Ordine Professionale Agrotecnici: «I rappresentanti di associazionismo e volontariato siedono a pieno titolo nel Cnel»

Associazionismo e volontariato e in generale il non profit sono categorie produttive e - di conseguenza- hanno pieno diritto ad essere rappresentate all'interno del Cnel (Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro). Ad affermarlo sono due recenti sentenze del Tar del Lazio in risposta ad altrettanti ricorsi di CGIL e Ordine Professionale Agrotecnici. Entrambi, fra le varie richieste, infatti ricorrevano sostenendo l'inammissibilita' incostituzionale della presenza al CNEL di associazionismo e volontariato non profit.

Nella sentenza sul ricorso degli agrotecnici (ricorso Orlandi, in allegato) il tribunale amministrativo chiarisce che la locuzione "categorie produttive" utilizzata dalla Costituzione va «evidentemente adeguata, secondo un’interpretazione evolutiva, la quale tenga nel debito conto un fenomeno, attualmente di rilievo planetario, e che, quando la Costituzione della Repubblica fu promulgata, era in Italia solo agli albori: quello, appunto, delle associazioni di promozione sociale, e delle organizzazioni di volontariato – nel complesso le organizzazioni no-profit – che notoriamente costituiscono oggi, per l’ampiezza e complessità delle attività svolte e il numero dei soggetti coinvolti, una componente sicuramente rilevante dell’economia complessiva anche per il nostro Paese». E ancora: «La circostanza che, di massima, esse utilizzino, al fine di perseguire i propri obiettivi, gli eventuali proventi conseguiti anziché distribuirli come profitti o dividendi, non le priva della funzione produttiva di servizi e, in generale, di utilità sociali, le quali costituiscono, per la collettività nazionale, una ricchezza di rilievo raffrontabile con quella prodotta dai settori primari, secondari e dei servizi retribuiti.

Un ragionamento confermato dalla sentenza relativa al ricorso del sindacato guidato da Susanna Camusso (ricorso Cgil, in allegato) che di conseguenza arriva alla medesime conclusioni: «...Ciò basta ampiamente, secondo il Collegio, a giustificare la partecipazione di tali entità a un organo (il Cnel, ndr) che, tra l’altro, “ha l'iniziativa legislativa e può contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale” (art. 99, III comma, Cost.)».