detenuti da 57 giorni

Attivisti di Greenpeace in carcere, continua la mobilitazione

14 Novembre Nov 2013 1138 14 novembre 2013

Il gruppo di ambientalisti, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, è stato trasferito a San Pietroburgo in attesa del processo. Rischiano fino a 15 anni. E mentre i genitori implorano Letta di prendere posizione, 139 parlamentari e il ministro Bonino sostengono la campagna per chiederne la liberazione. Ecco come aderire

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Il gruppo di ambientalisti, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, è stato trasferito a San Pietroburgo in attesa del processo. Rischiano fino a 15 anni. E mentre i genitori implorano Letta di prendere posizione, 139 parlamentari e il ministro Bonino sostengono la campagna per chiederne la liberazione. Ecco come aderire

Continua su internet la campagna per chiedere la liberazione del gruppo "Arctic 30", gli attivisti di Greenpeace (28 membri dell'associazione, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, e due fotoreporter) arrestati lo scorso settembre nel mare Artico mentre protestavano pacificamente contro le trivellazioni della compagnia petrolifera Gazprom. Lasciato il carcere di Murmansk, nell'estremo Nord russo, e dopo uno spostamento su un treno-prigione durato oltre 24 ore, gli ambientalisti sono arrivati nel carcere di San Pietroburgo, città nella quale dovrà svolgersi il processo.
Giunto al 57esimo giorno di carcerazione preventiva, il gruppo è accusato di vandalismo e di pirateria per l'assalto dimostrativo avvenuto il 18 settembre alla piattaforma di estrazione petrolifera Prirazlomnaya, e rischia fino a 15 anni di carcere. Per Greenpeace si tratta chiaramente di un arresto illegittimo, anche perché la nave si trovava in acque internazionali e le forze russe, salendo a bordo, sono entrate in territorio olandese. "L'accusa è del tutto pretestuosa", sostiene Greenpeace, "perché la definizione legale di pirateria prevede che ci sia una aggressione violenta. E prevede che l'aggressione sia nei confronti di una nave. Non è il caso della protesta pacifica dei nostri ragazzi". "L'unica loro colpa è quella di aver dato ascolto alla voce della propria coscienza", continua l'organizzazione, "di aver agito per qualcosa in cui credono, nella speranza di poter contribuire a cambiare il mondo. In meglio. Non sono pirati. Sono i nostri eroi. E sono tutti, orgogliosamente, colpevoli di pacifismo".
In questi giorni i genitori di Cristian D'Alessandro, che hanno rivolto un appello anche al governo italiano perché spenda una parola a favore della liberazione del nostro connazionale, si sono detti "stupiti" del silenzio del premier Enrico Letta, mentre hanno incassato il sostegno di 139 parlamentari alla campagna di Greenpeace "Free Arctic30". Anche il Il Ministro degli Esteri Emma Bonino, dopo un incontro con genitori di Cristian, ha assicurato pieno impegno da parte delle istituzioni italiane.
Ma la campagna continua ovviamente online, innanzitutto sul sito di Greenpeace, che ha un'ampia sezione dedicata, che sui principali social media. Ecco come aderire:
Invia una mail all'ambasciatore russo
Sostieni la campagna su facebook
e su twitter @savethearctic hashtag #FreeTheArctic30