Infanzia

Spadafora: «Infanzia, c'è poco da celebrare»

20 Novembre Nov 2013 1654 20 novembre 2013

«Sappiamo le criticità che vive l'infanzia, il problema sono le azioni. Non vorrei ritrovarmi fra un anno allo stesso punto. Stiamo abusando della disponibilità delle associazioni, mentre altre lobby proliferano»: questa la durissima sferzata che il Garante per l'Infanzia ha dato alle istituzioni. Mentre la Brambilla propone costi dell'adozione proporzionali al reddito

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«Sappiamo le criticità che vive l'infanzia, il problema sono le azioni. Non vorrei ritrovarmi fra un anno allo stesso punto. Stiamo abusando della disponibilità delle associazioni, mentre altre lobby proliferano»: questa la durissima sferzata che il Garante per l'Infanzia ha dato alle istituzioni. Mentre la Brambilla propone costi dell'adozione proporzionali al reddito

«Occorrono nuovo norme per rilanciare l’adozione, nei prossimi giorni presenterò una proposta di legge imperniata sulla gratuità che preveda una detrazione del 100% dei costi o un pagamento definito in base al reddito»: lo ha promesso questa mattina Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, aprendo i lavori del convegno “Il diritto di bambini e ragazzi alla famiglia: come rilanciare adozioni e affidi”, organizzato in occasione della Giornata nazionale mondiale dei diritti dell’infanzia.

Il messaggio inviato al convegno dal Presidente Giorgio Napolitano ha ricordato invece che «poter essere accolto e crescere all'interno di un ambiente familiare sereno rappresenta un fondamentale diritto del minore, un bene sociale irrinunciabile», ha scritto. Subito dopo ha invitato la politica ad «assumere le iniziative e le decisioni opportune». Già nella scorsa legislatura la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza - ha ricordato il Presidente - aveva svolto un'accurata indagine, «dalla quale erano emersi i rilevanti cambiamenti intervenuti nel corso del tempo nelle scelte di affido e di adozione da parte delle famiglie italiane e le conseguenti significative criticità sulle quali si riteneva necessario intervenire. Alcune risposte alle emergenze sono venute dalla Magistratura, ma spetta al legislatore il compito di affrontare in modo organico i seri problemi finora individuati».

Anche Pietro Grasso, presidente del Senato, al Convegno ha ricordato come: «uno dei deterrenti principali alla scelta di adottare è costituito proprio dalla complessità delle procedure e dall’incertezza dei tempi richiesti per concludere il percorso. In questo senso, il Garante e la Commissione possono rappresentare punti di riferimento istituzionali, anche al fine di elaborare proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento».

Più ampio il discordo di Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha comunque strigliato la politica dicendo senza giri di parole che «la condizione dell’infanzia in Italia è critica e sembra non evolvere. Sull’analisi c'è compattezza ma il problema sono le azioni. Non dobbiamo ritrovarci fra un anno a ribadire le stesse cose senza essere riusciti a fare nulla». Spadafora ha ricordato che «il problema enorme è che alcune famiglie non riescono a garantire un pasto corretto ai figli ogni giorno, stanno crescendo ragazzi la cui unica prospettiva è formare altre famiglie povere e troppi ragazzi non dispongono di risorse per la socialità, per fare cose banali come andare al cinema, che però incidono fortemente sulla qualità della vita. Oggi quindi c'è poco da celebrare».

Cita situazione concrete: «Lampedusa, i Parioli a Roma, i minorenni in carcere, la povertà diffusa nelle periferie ed anche nelle grandi città. Non posso pensare che non ci siano le risorse per intervenire in aiuto delle tante esigenze dei nostri ragazzi». Spadafora ha anche una parola per le tante associazioni attive nel sostegno, nella promozione e nella tutela dell’infanzia: «Si sta abusando della disponibilità delle associazioni, che troppo spesso sono costrette a sostituire le istituzioni sul territorio. Questa legge di stabilità deve destinare fondi, rispondendo alle richieste delle tante realtà che quotidianamente, nel contatto diretto con i ragazzi, sono testimoni dei loro bisogni. Non è pensabile che non si dia ascolto a queste esigenze, tanto più in un paese in cui le lobby di tutt’altro genere proliferano‎. Parallelamente auspico una collaborazione efficace con la Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, il ripristino dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l’avvio di una cabina di regia su queste politiche che superi la frammentazione di oggi e rafforzi il sistema di tutela e di promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese».