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Scholz: il confine fra profit e non profit quasi non esiste più

25 Novembre Nov 2013 1832 25 novembre 2013

Intervista al presidente della Compagnia delle Opere alla viglia dell'assemblea generale di Milano: «Gli uni e gli altri attraverso la formazione e la cooperazione devono imparare a stare sul mercato in modo proficuo e responsabile»

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Intervista al presidente della Compagnia delle Opere alla viglia dell'assemblea generale di Milano: «Gli uni e gli altri attraverso la formazione e la cooperazione devono imparare a stare sul mercato in modo proficuo e responsabile»

“Lavorare insieme con il coraggio di cambiare”, è questo il titolo sotto il quale la Compagnia delle Opere (36mila associati, di cui mille non profit; 38 sedi in Italia; 18 nel mondo) stasera terrà l’Assemblea generale alla Fiera Milano Congressi in Piazzale Carlo Magno, nel capoluogo lombardo. Un titolo evocativo che il presidente della Cdo, Bernhard Scholz, a poche ore dall’apertura dei lavori spiega a Vita.it.

A chi è rivolto l’invito di “lavorare insieme”?
Noi parliamo agli imprenditori e ai professionisti. Consapevoli di farlo in un momento in cui i dati economici sono terribili e rispecchiamo realtà a volte drammatiche. Ma proprio per questo non possiamo arrenderci a una retorica della negatività. Il nostro orizzonte è quello di trovare le leve da cui ripartire.

Dove cercarle?
Nel coraggio di cambiare imparando a lavorare insieme. E noi questo messaggio lo vogliamo trasferire non solo a parole, ma indicando strade ed esperienze possibili, concrete. Modelli come i contratti di rete e i link fra imprese che sono andate all’estero con successo e imprese che in Italia potrebbero seguire lo stesso percorso sono da studiare e nel caso replicare.

In questo orizzonte c’è posto anche per l’impresa sociale?
Assolutamente sì. Dal nostro punto di vista il confine fra profit e non profit quasi non esiste più. Gli uni e gli altri attraverso la formazione e la cooperazione devono imparare a stare sul mercato in modo proficuo e responsabile.