Social innovation

Young Foundation: quando l’innovazione è di rottura

28 Novembre Nov 2013 1249 28 novembre 2013

Young Foundation, l’organizzazione simbolo della social innovation britannica, cambia faccia. Ecco perchè, per cambiare davvero, non parla più di innovazione sociale

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Young Foundation, l’organizzazione simbolo della social innovation britannica, cambia faccia. Ecco perchè, per cambiare davvero, non parla più di innovazione sociale

Ribaltare l’organizzazione da cima a fondo per renderla più efficace. E’ una vera rivoluzione quella che Simon Willis, il nuovo CEO di Young Foundation vuole portare all’interno dell’organizzazione simbolo dell’innovazione sociale britannica. Dalla sua nascita nel 2005, con la fusione dell’Institute of Community Studies e Mutual Aid Centre, entrambe creazioni di Michael Young, imprenditore sociale tra i padri del concetto di social innovation, la Young Foundation si è occupata dei principali temi del terzo settore, dalla salute, all’invecchiamento attivo, all’educazione, definendosi Centro per l’Innovazione sociale. Almeno fino ad ora, perché al nuovo amministratore delegato la definizione sembra non convincere affatto.

“Il problema con il termine social innovation è che chi lo usa, intende cose molto diverse e la maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa significhi.” Spiega Willis. “Mi piacerebbe invece cominciare a parlare di disruptive innovation, innovazione di rottura. E’ una definizione più netta e radicale. Si riferisce alla necessità di cambiamento nelle istituzioni che sono diventate obsolete e che non rappresentano più gli interessi dei cittadini”. Ex vice-presidente di Cisco Global, con passato professionale eclettico che l’ha portato a lavorare sia nel non-profit che nel pubblico, Willis ha deciso però attingere dal mondo corporate le strategie per la nuova gestione di Young Foundation. “Fino ad ora nell’organizzazione c’erano poche persone in grado di svolgere funzioni manageriali e molti impiegati che ricoprivano ruoli operativi. Vogliamo cambiare questo modello e sviluppare un sistema più collegiale.” Racconta Willis. “Stiamo reclutando persone con esperienza, che conoscano a fondo il terzo settore e che sappiano davvero come funzionano le cose.”

Tra i nuovi ingressi in Young Foundation anche l’italiano Filippo Addarii, già founder di Euclid Network, la rete europea dei leader di terzo settore, impresa sociale e società civile e blogger di Vita, che a Young Foundation sarà Director of International Strategy e Head of Europe Lab. “Spesso parlando di innovazione sociale ci si scorda che l’innovazione è un mezzo per risolvere le disuguaglianze, non un fine.” Spiega Addarii, “Noi vogliamo iniziare davvero a sperimentare concretamente sul territorio delle nuove soluzioni.”

La virata dell’organizzazione non si limita infatti solo ad un cambiamento semantico. Willis e il suo staff hanno appena redatto un nuovo manifesto per gli obiettivi di Young Foundation, in cui la parola d’ordine è proprio la lotta alla disuguaglianza. E’ questo il tema su cui l’organizzazione svilupperà la propria strategia di azione.

“Parlando di social innovation ci siamo riferiti a temi molto ampi, come la necessità di rispondere a bisogni sociali inascoltati o di rendere il mondo migliore. Quello che in un certo senso è mancato però è il focus strategico”. Racconta Willis. “Il nostro obiettivo concreto adesso è affrontare le cause strutturali e istituzionali della disuguaglianza. La nostra società sta diventando sempre più iniqua e non parlo solo delle differenze di reddito ma anche di altri aspetti, come le pari opportunità tra uomini e donne e l’accesso all’educazione. Sono in tanti a parlare di questo problema ma sono pochissimi quelli che propongono delle risposte. Vorrei che tra qualche anno Young Foundation fosse conosciuta per essere riuscita ad offrire alcune risposte e invertire la rotta.”