esempi da seguire

Il fisco inglese premia chi investe nel sociale

9 Dicembre Dic 2013 1012 09 dicembre 2013

Il governo Cameron presenta un progetto di legge che mira a rendere appetibili gli investimenti nelle imprese sociali, permettendo il recupero fino al 30% del capitale investito. E anche se mancano i dettagli, il terzo settore saluta con soddisfazione un passo concreto e coraggioso. Ci arriveremo anche noi?

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Il governo Cameron presenta un progetto di legge che mira a rendere appetibili gli investimenti nelle imprese sociali, permettendo il recupero fino al 30% del capitale investito. E anche se mancano i dettagli, il terzo settore saluta con soddisfazione un passo concreto e coraggioso. Ci arriveremo anche noi?

Mentre la maggior parte dei paesi europei è alle prese con deficit e austerity, e conseguenti aumenti della tassazione, in Gran Bretagna il governo - che pure non è esente da questi grattacapi - ha annunciato una svolta nella politica fiscale: sono in arrivo infatti nuovi sgravi e agevolazioni per chi decide di investire nel sociale.
La buona notizia arriva da ThirdSector, che anticipa le linee guida del progetto di Cameron, annunciato nell'Autumn Statement, il documento di programmazione finanziaria: verranno introdotti sgravi fiscali che possano rendere le imprese sociali "più appetibili" per gli investitori. In particolare, il documento afferma che "verranno sostenuti gli investimenti indiretti nel sociale attraverso nuove regole da applicare alla tassazione delle aziende che perseguono gli interessi della comunità".
Le nuove misure, che dovrebbero entrare in vigore il prossimo aprile, verranno maggiormente dettagliate in una bozza legislativa che sarà presentata a gennaio; tuttavia ThirdSector è in grado di anticipare alcuni dettagli, dai quali emerge che gli investimenti in charities, imprese sociali e "aziende che perseguono gli interessi della comunità" ("community interest companies" nel testo originale) godranno degli stessi benefici fiscali previsti nell'Enterprise Investment Scheme (che riguarda gli investimenti nelle piccole e medie imrpese non quotate), ovvero il recupero del 30% delle somme investite.
Subito si è aperta una discussione, dentro e fuori dal Parlamento, sui contorni esatti del provvedimento; secondo alcuni infatti sarebbero esclusi i social bond, mentre secondo altri le charities in cui investire per godere dei nuovi benefici dovranno avere determinate dimensioni e una governance particolarmente solida e strutturata; secondo altri ancora, le cooperative non rientrerebbero nel nuovo schema.
"Siamo ottimisti e pensiamo che il governo stia preparando un deciso passo in avanti per favorire gli investimenti sociali", è invece il parere di Nick O’Donohoe, amministratore delegato di Big Society Capital, importante fondo per l’impact investment a cui il governo britannico ha destinato per legge i depositi dei conti “dormienti” (a oggi valutati in 400 milioni di sterline). "Dai nostri colloqui informali con il ministero del Tesoro abbiamo desunto che verranno probabilmente introdotti massimali molto alti per gli investimenti, in modo che anche quelli più generosi possano godere dei vantaggi fiscali".