In Parlamento

Le due facce dei grillini

31 Gennaio Gen 2014 1916 31 gennaio 2014

Il deputato Pd Edoardo Patriarca commenta in diretta da Montecitoria la gazzarra che stanno scatenando i 5 Stelle: «Sono evidentemente eterodiretti: in Commissione sono ragionevoili e costruttivi, spesso preparati, poi arrivano in plenaria e scatenano il finimondo. Un meccanismo che non gli consente di fare politica».

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Il deputato Pd Edoardo Patriarca commenta in diretta da Montecitoria la gazzarra che stanno scatenando i 5 Stelle: «Sono evidentemente eterodiretti: in Commissione sono ragionevoili e costruttivi, spesso preparati, poi arrivano in plenaria e scatenano il finimondo. Un meccanismo che non gli consente di fare politica».

Edo Patriarca, membro della Commissione Affari sociali alla Camera in quota Partito Democratico, oltre ad essere una persona capace e molto preparata sui temi del welfare è anche un temperamento pacato. Difficile sentirlo usare toni sopra le righe. E allora sorprende leggere su Facebook un suo attacco a gamba tesa ai colleghi del Movimento 5 Stelle: «Dispiace dirlo, ma la discesa si oggi di Grillo nella Capitale sembra più che altro una marcia su Roma di triste memoria».
In questi minuti Patriarca è a Montecitorio impegnato nella discussione sulla legge elettorale (rinviata) e sul decreto delle Terra dei Fuochi. Lo raggiungiamo al telefono

Patriarca, che succede?
Qualcosa di mai visto in queste aule. L’assalto ai banchi del Governo da parte dei grillini è stato di una tale violenza verbale e fisica che ha fatto davvero impressione, anche perché mi ha colto di sorpresa.

In che senso?
In Commissione affari sociali io mi confronto tutti i giorni con colleghi del M5S e devo dire che il dialogo è sempre stato proficuo e costruttivo. E questo mi sembra che succeda anche in altre commissioni. Poi arrivano in Aula e si scatenano. Sembrano adolescenti, gente che non è capace di dialogare, ma solo insultare e aggredire gli interlocutori.

Secondo lei come si spiega questa doppia faccia?
Col fatto che sono evidentemente eterodiretti. Al momento del voto intervengono quei due là, Grillo e Casaleggio, e tutto cambia: il Parlamento diventa una bolgia. È un meccanismo devastante che non consente ai pentastellati di fare realmente politica. Quello che sta succedendo ora con la riforma elettorale e il patto Renzi-Berlusconi è esattamente lo stesso schema che dato vita all’accordo Pd-Forza Italia per il governo Letta.