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I partiti fanno mezzo passo indietro sui finanziamenti

14 Febbraio Feb 2014 1900 14 febbraio 2014

Al Senato non c'è più traccia di detrazioni al 75% per la partecipazione a scuole o corsi di politica e le detrazioni comuni scendono dal 37% al 26% sebbene senza il limite massimo imposto al non profit. «Siamo soddisfatti» fanno sapere dalla campagna “Diventa Partito”

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Finanziamento Pubblico Ai Partiti
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Al Senato non c'è più traccia di detrazioni al 75% per la partecipazione a scuole o corsi di politica e le detrazioni comuni scendono dal 37% al 26% sebbene senza il limite massimo imposto al non profit. «Siamo soddisfatti» fanno sapere dalla campagna “Diventa Partito”

Al Senato c'è stata un prima vittoria. Ora non resta aspettare la Camera e sperare che il testo relativo al finanziamento pubblico faccia sparire ogni vantaggio residuo rispetto al trattamento dei soggetti non profit.

Si tratta del Ddl n.1213 “Conversione in legge del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, recante abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore”

Leggendo il testo della legge risultano evidenti i cambiamenti migliorativi.
Facendo un rapido riassunto, il caso era scoppiato con il Decreto Legge 28 dicembre 2013, n. 149., quello che aboliva il finanziamento pubblico alla politica e contestualmente introduceva il meccanismo del 2X1000 a favore dei partiti e detrazioni di favore ai partiti politici (qui il nostro articolo che lanciò l'allarme).

In particolare, a far molto discutere, erano due capitoli della legge:

  • È ammessa la detrazione del 37% (per importi da 20 a 30.000 euro) o del 26% (per gli importi da 20.001 a 70.000 euro) per le erogazioni liberali delle persone fisiche ai partiti.
  • È ammessa la detraibilità del 75% delle spese sostenute dalle persone fisiche per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica promossi o organizzati dai partiti (limite massimo di detraibilità: 750 euro).


Possibilità di detrazione che superavano di gran lunga quelle cui potevano accedere le non profit.

Una situazione che aveva dato vita alla campagna virale molto ironica “Diventa Partito” (che Vita sostiene tutt'ora) che invitava le associazioni a convertirsi in partiti politici.

Oggi il ddl apporvato al Senato porta la detrazione, da 30 a 30mila euro (limite massimo che scende da 70 mila a 30mila quindi), al 26% (via quindi detrazione al 37%), le donazioni al non profit beneficiano invece di una detraibilità al 24% e sino a un limite massimo di 2.065 euro (per i partito, invece se si fa una donazione di 30mila euro si beneficierà di uno sconto sulle tasse di 7.800 euro, insomma quasi 4 volte tanto). È stata poi abrogato la detrazione del 75% delle spese sostenute dalle persone fisiche per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica promossi o organizzati dai partiti.

Si può fare di più. «Ma per noi è una vittoria», spiega Nino Santomartino, il comunicatore sociale tra i promotori di “Diventa Partito”, «anche se rimaniamo in guardia vista la situazione politica. Attendiamo fiduciosi l'approvazione della Camera che è calendarizzata per il 26 febbraio prossimo».

«Quello che è certo», aggiunge Santomartino, «è che si tratta di uno dei pochi passi indietro della politica rispetto al finanziamento pubblico. Speriamo sia solo il primo»

Per ora la campagna, fino al 26 febbraio, sarà in stan by. «Solo dopo l'approvazione definitiva decideremo cosa fare. Possiamo dire per adesso alle associazioni di lasciare in sospeso il loro passaggio in politica. Forse non sarà più nevessario», ride Santomartino concludendo.