Il caso

Quello che ho capito di Barca

18 Febbraio Feb 2014 0034 17 febbraio 2014

Sabato sera una cena a casa Barca per festeggiare la raccolta tramite crowdfunding da record e per un'intervista. Ovviamente si è parlato anche di Pd, del futuro e del prossimo Governo. Ecco quel che Barca ha detto nell'intimità della sua casa

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Schermata 2014 02 17 A 23
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Sabato sera una cena a casa Barca per festeggiare la raccolta tramite crowdfunding da record e per un'intervista. Ovviamente si è parlato anche di Pd, del futuro e del prossimo Governo. Ecco quel che Barca ha detto nell'intimità della sua casa

«Di questi scherzi ne facciamo 15 al giorno. Solo pochi riescono. Quando succede sono contento per quelli che li organizzano e per il prodotto radiofonico. Non c'è altro da dire». Questo è stato il commento di Giuseppe Cruciani, voce e anima del famosissimo programma “La Zanzara” di Radio 24, ad una notizia che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia, anzi sul divano.

I fatti: il conduttore era ospite nel programma di Corrado Formigli e parlava dello scherzo telefonico fatto a Fabrizio Barca, ex ministro per lo Coesione territoriale, che, chiamato da un finto Vendola, aveva sparato a zero su Renzi, governo e Paese oltre a far intendere di aver ricevuto pressioni, per accettare il ruolo di ministro, da parte di Carlo De Benedetti (qui il link all'audio dello scherzo).

Detta così naturalmente non ci sarebbe nulla per cui sconvolgersi. A meno che non si fosse, poche ore prima, a casa Barca, zona ghetto ebraico di Roma, per una cena con intervista. In effetti sabato sera, insieme alla collega Giulia Barbieri, che lavora per la piattaforma di crowdfunding Shinynote, ero stato ospite dell'ex ministro, che tutti i giornali davano come possibile prossimo ministro dell'economia del governo Renzi, per parlar della raccolta fondi online che lo aveva visto protagonista di una performance molto interessante (è riuscito a raccogliere oltre 50mila euro per il suo progetto politico “Luoghi Idea(li)” tramite crowdfunding).

Lo stupore non è tanto sullo scherzo né sul contenuto, nonostante l'alto contenuto pirotecnico delle dichiarazioni. Forse ad avermi particolarmente colpito è stato il tono, il linguaggio.

Perchè il Fabrizio Barca che ho incontrato e che ho visto in azione da vicino quel sabato sera, era certo un uomo netto, anche duro in alcuni passaggi, ma profondamente corretto. E la sua casa era lo specchio di questo modo di essere.

Ma andiamo con ordine. Eravamo in 60 sabato in quella casa. E, a parte me, si può dire che si trattava di fedelissimi che avevano donato denaro per il progetto di Barca (proprio per ringraziarli è stata organizzata la cena, in cui lo chef era proprio lui). Una serata informale e intima (la mise dell'ex ministro era tutta un programma: camicia della domenica a scacchi grossi, pantaloni lisi di velluto e niente scarpe ma solo delle calze di spugna per altro indozzate al contrario). Una cena familiare in cui ognuno ha portato qualcosa: bottiglie di vino, prodotti tipici, anche una torta. Uomini, donne, giovani, giovanissimi (tanti i bambini che scorazzavano tra i tavoli). Una situazione insomma che non solo invitava, ma addirittura, imponeva un modo più naturale, sciolto, diretto.

Fabrizio Barca distribuisce il primo, risotto allo zafferano e midollo

Anche la casa, lo dicevo prima, trasudava questo modo e questa umanità. Tante foto e libri, un certo disordine. Una bella casa certamente, ma non sfarzosa e molto vissuta.

Dopo cena si è parlato. Naturalmente di politica, Pd, futuro.

Il momento del confronto

Ecco perchè sono stupito. Mai in quell'occasione Barca si è permesso di dire le cose che sono uscite in quella telefonata o lasciato andare a toni poco rispettosi. C'è stato, quello sì, spazio per dire che lo preoccupa la mancanza di contenuti di Matteo Renzi, che il Pd vive due gravi peccati originali (l'aver dimenticato i valori e aver costruito un partito liquido che ha perso le radici territoriali) e va cambiato, che la politica romana è un'idrovora che mangia tutto e tutti e va evitata. Insomma che non intende fare il ministro, in questo come in altri governi, per tanti motivi. Primo fra tutti il fondamento del suo nuovo progetto politico: il Paese si cambia partendo dal territorio, non da Roma.

Confronto che si è protratto fino a tarda notte

Si può essere più o meno d'accordo sulle idee ma di certo si deve dire che Fabrizio Barca, almeno a guardare a quello cui ci siamo abituati negli anni in politica, è una persona corretta. Uno che, e lo dice nello scherzo, non ci sta ad essere marcato stretto da un imprenditore.

Forse in fondo la cosa che mi ha stupito veramente è l'ingenuità con cui l'ex ministro si è fatto mettere nel sacco da “La zanzara”. L'ingenuità però, soprattutto di questi tempi, non può essere considerata un peccato grave.

A breve pubblicheremo l'intervista e il video della serata