Studi e ricerche

Feder: a Pavia gli esercenti non vogliono togliere le slot

25 Febbraio Feb 2014 1400 25 febbraio 2014

Dei 77 esercenti che hanno risposto il 74% vuole più di 4mila euro di agevolazioni per rinunciare alle macchinette. «Solo per loro il comune dovrebbe dare 285 mila euro», sottolinea lo psicologo della Casa del Giovane di Pavia

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Dei 77 esercenti che hanno risposto il 74% vuole più di 4mila euro di agevolazioni per rinunciare alle macchinette. «Solo per loro il comune dovrebbe dare 285 mila euro», sottolinea lo psicologo della Casa del Giovane di Pavia

Nei mesi scorsi, successivamente alla presentazione del bando emanato dal Comune di Pavia “per la concessione di contributi a favore dei titolari di esercizi pubblici che rimuovono slot machine o videolottery”, insieme al “Tavolo Permanente per la Prevenzione delle Dipendenze” abbiamo deciso di sottoporre agli esrcenti titolari di locali con slot machine un questionario.

L'intento era quello di capire come i gestori percepivano la possibilità di liberarsi dalle macchinette in cambio di agevolazioni.

Siamo stati in tutti i quartieri di Pavia: Mirabello Scala (zona 1), Città Giardino (zona 2), Vallone e Crosione (zona 3), San Giovannino (zona 4), San Pietro(zona 5), Centro (zona 6), Borgo (zona 7), Pavia Ovest (zona 8) e Fossarmato (zona 9).

Il risultato è stato netto: in generale non sono disposti a rinunicare alle macchinette e comunque per farlo chiedono molto più dei 4mila euro di agevolazioni che il comune ha messo sul piatto. Una richiesta che si aggira, contando solo chi ha risposto al questionario, intorno ai 285 mila euro.

Ma andiamo a vedere i numeri.

La rilevazione statistica ha preso in esame 136 locali così ripartiti: tabaccherie 6%, bar 84%, circoli 2% , sale slot 8%. I dati raccolti fanno riferimento alle risposte date dagli intervistati ad un questionario, presentato loro con l’obiettivo di registrare la disponibilità degli esercenti a rimuovere le slot machine presenti nei loro locali, o, in caso contrario, eventuali ostacoli, in termini di incentivo o di vincoli contrattuali, al buon esito del progetto.

Nonostante si sia riscontrato un generale interesse nel ricevere informazioni e spiegazioni relative al bando comunale, a questo non è sempre corrisposta un’uguale disponibilità a rispondere al questionario: dei 136 titolari a cui esso è stato presentato, infatti, solo 77 hanno accettato di compilarlo, cioè il 57%.

Tra gli esercenti che hanno risposto al questionario, solo il 18% dichiara di trovare giusto l’incentivo di 1000 euro offerto dal Comune per la rimozione delle slot machine presenti nei locali, mentre ben l’82% esige aiuti economici più consistenti.

Tra questi, pochi sarebbero disponibili a ricevere incentivi relativamente bassi: il 6% vorrebbe un contributo di 2000 euro, il 5% di 3000 euro, il 15% di 4000 euro, mentre ben il 74% vorrebbe che si superasse quest’ultima soglia, più di 4000 euro.

I pareri raccolti in via del tutto informale, quindi anche da chi non li ha poi ufficializzati nel questionario, ribadiscono quanto appena descritto, cioè una scarsa propensione a ricevere incentivi che non eguaglierebbero nemmeno lontanamente i guadagni procurati dalle famigerate macchinette; poca forza persuasiva ha anche la “questione etica” che ruota attorno al mondo del gioco d’azzardo, raramente considerata se non addirittura ignorata dagli stessi intervistati.

Questo è anche confermato dal fatto che molti titolati per togliere le slot richiedano contributi una tantum se non addirittura periodici, annuali o mensili, ben più consistenti di quelli previsti dal bando comunale, segnale che i guadagni derivanti dal gioco d’azzardo sono particolarmente sostanziosi. La richiesta di incentivi superiori ai 4000 euro per poter rimuovere le slot è stata avanzata dalla maggioranza degli intervistati in tutte le nove zone in cui è stata suddivisa la città di Pavia; tale maggioranza è assoluta in otto quartieri, con un picco del 100% nel quartiere Mirabello Scala, dove i titolari dei quattro locali con slot machine hanno tutti dato un’uguale risposta. Essa diventa invece relativa (33%, valore sensibilmente più basso rispetto agli altri quartieri) a Pavia Ovest, zona 8, dove ben il 44% degli esercenti si “accontenterebbe” di un contributo minore o uguale ai 2000 euro.

Non bisogna dimenticare poi le efficaci forme di pressione messe in atto dalle aziende che gestiscono la distribuzione e il noleggio delle slot machine, per incentivarne l’installazione e renderne sempre più difficile la rimozione. Esse possono concretizzarsi in molteplici modi: dal contratto a “pacchetto”, che prevede l’introduzione più o meno forzata non solo delle macchinette ma anche dei gratta e vinci o altri tipi di gioco, alle penali elevatissime nel caso in cui i titolari decidessero di rescindere il contratto prima della sua naturale scadenza.

Se ai titolari venissero offerti aiuto e sostegno, anche di tipo legale, la percentuale degli intervistati interessati a rimuovere le slot alle condizioni previste dal bando varierebbe leggermente, passando dal 18 al 21%; valore che potrebbe essere potenzialmente maggiore, se si tiene conto di un 31% di indecisi. Il 48% rimarrebbe tuttavia contrario all’iniziativa, ed è interessante notare come la disponibilità ad accettare supporto tecnico e legale per togliere le macchinette diminuisca all’aumentare del numero di slot presenti nel locale: tra i gestori con 1 sola slot sarebbe infatti favorevole il 33%, tra quelli con 2 la percentuale scende al 27%, di quelli con 3 slot solo il 18% sarebbe favorevole, mentre la percentuale si annulla in corrispondenza di locali con 4 o più slot.

L’attenzione verso le problematiche sociali legate alla ludopatia e l’apertura da parte del 47% degli intervistati a partecipare a un’assemblea informativa potrebbero far crescere, sebbene non di molto, il numero delle adesioni al bando. Tuttavia, il dato sconcertante che emerge dalla rilevazione effettuata è che la grande maggioranza degli esercenti che oggi hanno nei loro locali slot machine non è disposto a cambiare lo status quo, guardando alle macchinette esclusivamente come fonte di guadagno, e non come potenziale strumento mangia-soldi e di rovina economica per un numero sempre maggiore di famiglie.

In allegato sono scaricabili un breve riassunto in numeri del risultasto della ricerca e le osservazioni dei gestori di locali con slot