RAPPORTI

Più discriminazioni sui mass media, scendono quelle sul lavoro

4 Marzo Mar 2014 1223 04 marzo 2014

Presentati i dati 2013 sulla discriminazione in Italia raccolti dall'UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Nel 2012 le denunce di atti discriminatori sul lavoro erano il 37,7%, nel 2013 sono state del 16%. L'ambito in cui si sono riscontrate più denunce è stato quello dei mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%).

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Presentati i dati 2013 sulla discriminazione in Italia raccolti dall'UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Nel 2012 le denunce di atti discriminatori sul lavoro erano il 37,7%, nel 2013 sono state del 16%. L'ambito in cui si sono riscontrate più denunce è stato quello dei mass media (26,2%) e dalla vita pubblica (21,1%).

«La diminuzione è dovuta al fatto che nel corso del 2012 c'erano state molte denunce relative a normative molto risalenti - ha dichiarato Marco Buemi, esperto dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri-. Cito ad esempio i Regi Decreti del 1935 e tutte quelle leggi che richiedono la cittadiannza italiana per l'accesso a bandi pubblici di concorso per posti di lavoro. Queste situazioni che si riscontrano nel settore sanitario e dei trasporti ad esempio, hanno determinato molte denunce di discriminazioni nel 2012».

La presentazione del rapporto è stata promossada Diversitalavoro.

«Anche se le discriminazioni nel setore lavoro si attestano al 16% e sono diminuite, l'attenzione deve restare alta. In questo ambito specifico, infatti, l'accesso all'occupazione rimane il momento in cui si verifica la maggior parte delle discriminazioni (71,9%), che riguardano soprattutto l'età (47,8%) e la razza e l'etnia (37,7%), e vengono segnalati più dalle vittime (55,8%) che dai testimoni (21,2%)», ha aggiunto Buemi.

«In Italia in materia di Diversity Management, c'è ancora molto da fare, ma il trend di denuncia rilevato nel 2013 dal contact center (800.90.10.10, www.unar.it), rispetto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro è diminuito rispetto all'anno precedente. Questa inversione di tendenza è sicuramente riconducibile anche all'impegno delle numerose associazioni ed organizzazioni che, sul territorio, si sono fatte promotrici di concrete azioni positive di integrazione e sensibilizzazione nel mondo del lavoro ed alle diverse iniziative di Diversity Management che l'UNAR promuove capillarmente sul territorio anche con il coinvolgimento delle aziende italiane».

«Nel 2014 l’Italia ospiterà, dal 1 luglio al 31 dicembre, il Semestre di Presidenza Europeo - ha concluso Buemi- .Per l'UNAR sarà un anno molto importante, organizzeremo infatti diversi eventi europei che richiameranno l’attenzione sulle tematiche relative alla non discriminazione ed in particolare al Diversity Management, per una maggiore diffusione della cultura della differenze».