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Attali, un’economia in nome delle generazioni future

6 Marzo Mar 2014 1825 06 marzo 2014

Dialogo con il fondatore e presidente di PlaNet Finance e del Movimento per un’economia positiva. «Le logiche del breve termine ci portano al disastro»

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Dialogo con il fondatore e presidente di PlaNet Finance e del Movimento per un’economia positiva. «Le logiche del breve termine ci portano al disastro»

Economia positiva. È la visione che Jacques Attali ha presentato a Milano in più sedi, in vista della due giorni che si terrà a San Patrignano i prossimi 12 e 13 giugno.

Di cosa si tratta? Per spiegarlo Attali ha accettato un dialogo con un gruppo di commensali ospiti della Chambre Française de Commerce et d’Industrie en Italie; presenti tra gli altri Letizia Moratti, l’ambasciatore francese in Italia Alain Le Roy e il console a Milano Joer Meyer. Presente anche Faiza Errais Borges, segretario generale PlaNet Finance Italia. «Il fatto che l’economia non sia positiva spiega in larga misura la crisi attuale», ha spiegato Attali. «L’economia è troppo precaria, prende decisioni con criteri a breve termine, obbedisce alla tirannia dell’istante che è quello che interessa alla finanza. In questo modo chi paga il prezzo maggiore sono le generazioni a venire».

Il tema delle generazioni future è al centro della visione e dei progetti di Attali. «Penso che lo strumento primo sia un’educazione all’altruismo», ha spiegato. «È il modo migliore per accelerare il cambiamento senza che subentrino rivolte sociali, che prima o poi arrivano. L’altruismo è la sola strada possibile, pena precipatre nel caso che porterà poi alla soppressione delle libertà individuali. Nell’altruismo, l’altro, il prossimo sono soprattutto le generazioni che verranno». Un ruolo chiave in questa trasformazione lo hanno secondo Attali proprio gli imprenditori. «L’economia positiva non c’entra con l’essere ottimisti rispetto a un mondo tendenzialmente pessimista. Un imprenditore non è né pessimista né ottimista, è semplicemente uno che quando scende in campo pensa solo a vincere. Ora, questa energia positiva va messa a servizio di modelli di impresa virtuosi, che applichino delle logiche win win, che sappiano orientarsi sulla lunga distanza. L’economia positiva riconcilia la democrazia, il mercato e la lunga visione: in sostanza mette al centro l’interesse delle generazioni future. L’imprenditoria sociale, l’economia inclusiva sono i precursori di quest’economia positiva».

Attali ha poi tracciato un profilo psicologico di questo imprenditore. «Deve essere paranoico, ipocondriaco e megalomane. Paranoico perché deve essere consapevole dei pericoli che lo circondano; ipocondriaco perché deve conoscersi e guardarsi dalle proprie debolezze; megalomane, perché non deve accontentarsi del risultato a breve. Naturalmente in tutti e tre casi deve esserlo con saggia moderazione», ha concluso sorridendo.

Infine un suggerimento interessante che riguarda l’assetto istituzionale delle democrazie europee. «Il bicameralismo ha senso se una delle due camere è a esclusiva rappresentanza delle generazioni future. È un’assemblea chiamata a valutare l’effetto a tempi lunghi delle leggi», ha spiegato Attali, toccando un tema molto caldo nel dibattito politico italiano di queste settimane.

Nella foto: Jacques Attali con Faiza Errais Borges, segretario generale PlaNet Finance Italia