Ucraina

Crimea, un voto per immagini

17 Marzo Mar 2014 1752 17 marzo 2014

Un'anteprima fotografica dell'intervista online domani ad Eliseo Bertolasi testimone in presa diretta, analista geopolitico e ricercatore associato dell’IsAG sulle conseguenze politiche della crisi di Sinferopoli

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Eliseo Bertolasi Maidan Notte 18 Feb
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Un'anteprima fotografica dell'intervista online domani ad Eliseo Bertolasi testimone in presa diretta, analista geopolitico e ricercatore associato dell’IsAG sulle conseguenze politiche della crisi di Sinferopoli

Il 98% degli abitanti dei votanti ha deciso, domani - a scrutinio ultimato - il parlamento chiederà ufficialmente l’annessione della Crimea alla Russia

Anche da queste parti twitter è diventato un mezzo di comunicazione efficace, almeno per sostituire le vecchie conferenze stampa. Così, con un tweet che sta facendo il giro del mondo, il primo ministro della Repubblica di Crimea, Sergei Aksionov ha dichiarato: «oggi abbiamo preso una decisione molto importante, che entrerà nella storia». Per ora, la Crimea – dichiaratasi indipendente l’11 marzo scorso– si affida alla volontà popolare e al corso delle cose, convinta che si unità e prosperità, come recita un detto locale ( Процветан ие в единстве) vadano di pari passo.

Sempre domani, alle 15 (ora di Mosca),il presidente russo Vladimir Putin interverrà con un discorso all'Assemblea Federale in relazione all'adesione della Crimea come nuovo soggetto della Federazione Russa.


Ai votanti sono state sottoposte due questioni: «Sostieni la riunificazione della Crimea con la Russia in qualità di entità della Federazione Russa?» o «Sostieni il recupero della Costituzione della Repubblica di Crimea del 1992 o lo status della Crimea come parte dell’Ucraina?». Alla chiusura dei seggi, l’affluenza è stata del’81,5 % degli aventi diritto. Tutto si è svolto secondo copione, ma anche in un clima di grande tranquillità. Nessuna regola pare sia stata violata. Contrastano con quella di una tranquilla Simferopoli, le immagini di piazza Maidan a Kiev dei mesi scorsi. Ancora non abbiamo capito – o, meglio, non tutti lo hanno capito – che cosa è successo. Né chi ha agito in piazza.

Il 21 febbraio abbiamo visto il presidente Viktor Yanukovich reintrodurre la costituzione del 2004, il 22 è stata la volta della liberazione di Yulia Tymoshenko, già a capo della rivoluzione arancione, in carcere dal 2001 per distorsione si fondi pubblici nel corso di un accordo firmato con la compagnia energetica Gazprom (e l’energia ha un ruolo chiave in tutta questa storia). Poi...

Poi il parlamento ucraino ha destituito Viktor Yanukovich, senza rispettare le procedure e le formalità previste dalla Costituzione. La nomina di Oleksander Turchinov, molto vicino alla Tymoshenko, ha fatto gridare al colpo di Stato. Anche se gli scontri sono cessati... Ora l’esito – peraltro scontato - del referendum in Crimea rischia di riaccenderli, allargando il cerchio delle richieste di secessione e spostando la partita su scala globale....

Domani commenteremo i risultati, le premesse le possibili conseguenze con Eliseo Bertolasi, testimone in presa diretta, analista geopolitico e ricercatore associato
dell’IsAG – Istituto dn Alti Studi in Geopolitica e scienze ausiliarie (Programma “Eurasia”).

Le fotografie 4-5-6 sono di Eliseo Bertolasi. In copertina lo stesso Bertolasi in mezzo agli scontri