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Neomaggiorenni fuori famiglia, un anno da protagonisti

4 Aprile Apr 2014 1851 04 aprile 2014

In un anno sono stati 385 gli accessi allo sportello "Se potessi", nato a Rimini per i neo18 in uscita dalle comunità. Gli sportelli sono già tre, mentre il tema si sta imponendo all'attenzione anche del legislatore

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In un anno sono stati 385 gli accessi allo sportello "Se potessi", nato a Rimini per i neo18 in uscita dalle comunità. Gli sportelli sono già tre, mentre il tema si sta imponendo all'attenzione anche del legislatore

«Nel primo pomeriggo di apertura sono arrivati in otto. Cercavano un aiuto per scrivere il cv, trovare offerte di lavoro stagionale, orientarsi nella burocrazia e avere l’esenzione dal ticket o rifare la carta d’identità. O solo qualcuno che li accompagnasse a vedere la che volevano affittare casa e leggesse insieme a loro il contratto»: un anno fa, Silvia Sanchini raccontava così il debutto dello sportello “Se potessi”, il primo aperto in Italia per i neomaggiorenni che vengono da un’esperienza di affido, di comunità, comunque fuori dalla loro famiglia di origine.
Oggi lo sportello di Rimini compie un anno e l’interesse sollevato all’esordio non è venuto meno: in un anno gli accessi allo sportello sono stati 385, che significa una media di 9 ragazzi alla settimana. Ad accoglierli gli operatori della Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno di Rimini e i volontari di Agevolando Rimini, prima sezione territoriale dell’associazione fondata nel 2010 proprio da un gruppo di giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia “fuori famiglia”: oltre a Silvia, in prima fila ci sono Diletta e Manuel.

Nel frattempo di sportelli ne sono nati altri: «uno a Bologna, dove i numeri sono importanti, e uno a Ravenna, per ora solo online», dice Federico Zullo, fondatore e presidente di Agevolando. I dati statistici del primo anno di attività parlano di 600 contatti su Fb, 45 curriculum fatti, di un 69% di ragazzi di origine extra-europea. Ma al di là dei numeri ci sono le storie di vita: «Casa e lavoro sono certamente i bisogni più pressanti dei ragazzi, li aiutiamo a scrivere un cv o a capire come muoversi per cercare un lavoro, anche sfruttando la rete. A Bologna per quattro ragazzi siamo riusciti a trovare una sistemazione in un appartamento», spiega Federico. «La cosa più bella è che i ragazzi non sono stati solo utenti, sono stati attivi. Si è creato un gruppo, un senso di appartenenza, ci si è aiutati ad alleviare la solitudine, sono emerse idee, bisogni, e sono nati anche progetti comuni. Alla fine non sappiamo neanche più se il nome “sportello” sia giusto, perché quello che è diventato è molto più di un punto di accesso informativo».

I 3mila neomaggiorenni che escono dalle comunità sono ragazzi che - come i loro coetanei - a 18 anni non sono affatto adulti e che in più non hanno una famiglia a cui appoggiarsi, eppure per la spending review del welfare, sempre più spesso vengono in sostanza “scaricati” dai Comuni e mandati nel mondo con le loro sole gambe. Il tema sta cominciando a destare qualche attenzione, a cominciare dalla proposta di legge di Silvana Amati (PD) che se andasse in porto garantirebbe un fondo nazionale pari a 9 milioni di euro a partire dal 2014, dedicato a interventi e progetti per l'inserimento lavorativo e l'accompagnamento all'autonomia di giovani adulti "fuori famiglia”. «La legge purtroppo è ferma. Ma di noi si è parlato anche alla Conferenza Nazionale Infanzia e Adolescenza, la scorsa settimana e il prossimo 6 maggio saremo auditi dalla Bicamerale infanzia, dove porteremo anche la testimonianza di alcuni ragazzi», dice Zullo. Un primo passo è in questa direzione è “NeoMaggioRete”, un progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna, che vuole costruire un punto di Agevolando in ogni città della regione, con l’obiettivo di avere nel giro di tre anni uno sportello in ogni città: «In questo modo quando un ragazzo che ha vissuto in comunità a Rimini che torna a Modena, la rete conosce prima i suoi bisogni e può agevolare l’impatto», spiega Zullo.

Intanto alle 18 di oggi partono i festeggiamenti, presso il Centro Giovani RM25 di Rimini, con la mostra fotografica #Capitolo18, curata da Alice Gaudenzi, educatrice professionale e fotografa per passione e un video sui primo anno dello sportello “Se potessi”. Buon compleanno!