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Co2web: la compensazione ambientale a Km zero

8 Aprile Apr 2014 1911 08 aprile 2014

Si chiamo Co2web il progetto di Rete Clima, una non profit che offre servizi di compensazione ambientale sul territorio italiano. E lo fa con cooperative di tipo B. L'ultimo progetto un sito che aiuta a rendere l'uso del web sostenibile

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Si chiamo Co2web il progetto di Rete Clima, una non profit che offre servizi di compensazione ambientale sul territorio italiano. E lo fa con cooperative di tipo B. L'ultimo progetto un sito che aiuta a rendere l'uso del web sostenibile

Dopo aver fatto proprio il motto “Think global, act local” Rete Clima, ente non profit che da quattro anni, attraverso il sito omonimo non solo approfondisce e fa informazione sui temi della sostenibilità ma offre anche servizi green, con il progetto Co2web.it lancia un nuovo motto: “vivi light, vivi sostenibile... anche sul web”.
Perché non tutti sanno che anche il web inquina e non poco: l'Information and Communication Technology globale (internet, video, voce e altri servizi cloud) produce ogni anno più di 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica. È circa il 2% delle emissioni globali di Co2, e le proiezioni dicono che la quota è destinata a raddoppiare entro il 2020.

Ora grazie al sito Co2web.it, frutto del progetto realizzato da Rete Clima si può scoprire l’impatto delle proprie mail di lavoro, ma anche quanto fanno aumentare la nostra impronta i momenti di relax su Youtube.
Basta andare sul sito www.co2web.it e calcolare sia quanto può inquinare il proprio sito aziendale, sia quante emissioni ciascuno può produrre inviando mail, guardando video e utilizzando internet. Per esempio, un sito con 100mila pagine viste al mese emette 288 kg di Co2 in un anno, mentre chi utilizza il web per 100 ore al mese in un anno produce 86,4 kg di Co2, pari alla Co2 emessa durante un viaggio andata e ritorno in automobile di media cilindarata tra Milano e Bologna, senza moversi da casa. Un utente che invia ogni mese 500 email da 1Mb a fine anno avrà prodotto 114 kg di Co2, mentre chi vede 100 video su Youtube in un mese a fine anno avrà emesso 43,2 kg di Co2

Ma dopo che uno ha calcolato la propria impronta ecologica che cosa può fare? Innanzitutto può ridurla seguendo i suggerimenti del “decalogo per la sostenibilità” che il sito illustra, ma può compensare le proprie emissioni con lo stile proprio di Rete Clima: la compensazione “sotto casa”, cioè con la piantumazione di alberi in Italia, per giunta tracciabile.

«È la nostra peculiarità» afferma Paolo Viganò, responsabile scientifico di Rete Clima. «Ritenevamo e continuiamo a ritenere che questa forma sia la più vicina alle logiche della tutela ambientale, oltretutto, rispetto ai nostri competitor noi proponiamo di attuare la compensazione della Co2 sul territorio». In pratica, si va a compensare il gas serra dove prodotto è l’inquinamento attraverso la forestazione urbana. «Farlo qui è più complicato e anche più costoso rispetto a farlo nel Sud del mondo, ma pensiamo che la nostra scelta abbia una serie di ricadute positive a partire dal contrasto al consumo di suolo e al miglioramento della qualità dell’aria» Viganò continua «Vogliamo che la compensazione avvenga in Italia, anche per creare momenti di interazione soprattutto con gli abitanti di domani, i bambini».

Il giovane gruppo alla base di Rete Clima (ricercatori e laureati in scienze ambientali della Bicocca di Milano under 40) oltre a fare informazione e sensibilizzazione sui temi ambientali offre ad aziende ed enti locali una serie di servizi che vanno dal calcolo dei carbon footprint all’analisi di Life Cycle Assessment fino alla compensazione con la forestazione nazionale certificata. Una caratteristica di questa realtà è la forestazione compensativa nazionale rivolta al carbon offset che viene commissionata a Cooperative sociali di tipo B esperte nel settore forestale. L’obiettivo è quello di promuovere lavoro socialmente utile. Così un’azione che ha un valore ambientale si arricchisce di un’importante valenza sociale,