Azzardo legale

Azzardo di Stato. La retorica della legalità per mantenere lo status quo

14 Aprile Apr 2014 1726 14 aprile 2014

Meritano qualche riflessione le parole di Roberto Fanelli, direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che dinaizi all'intervento degli enti locali afferma: «è abbastanza inevitabile che gli apparecchi ritornino all'illegale per l'azione delle leggi regionali».

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Meritano qualche riflessione le parole di Roberto Fanelli, direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che dinaizi all'intervento degli enti locali afferma: «è abbastanza inevitabile che gli apparecchi ritornino all'illegale per l'azione delle leggi regionali».

Che sia un affare anche per le casse dei Concessionari lo sapevamo da tempo. Oggi, però, a far specie sono le parole di Salvatore Lampone, Direttore Centrale dell'Accertamento dell'Agenzia delle Entrate.
Nel corso di un convegno organizzato da Assointrattenimento (As.Tro), nell'aula magna della Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma, Lampone ha dichiarato che l'incremento degli incassi «nel segmento degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, anche in un periodo di flessione del mercato e ancor più dell' economia nella sua interezza è un vanto che si può ascrivere sia alla associazioni che ai singoli operatori».
Lampone ha poi descritto il sistema normativo, per quanto riguarda le metodologie di controllo fiscale su slot machine e videolotteries, in un periodo particolarmente delicato. Il sistema di "controllo", come abbiamo più volte segnalato, sembra presentare ben più di una criticità.
Criticità che con tutta evidenza hanno allarmato il "sistema", che corre ai ripari con dichiarazioni importanti. Tra queste, segnaliamo le parole di Roberto Fanelli, direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Mentre c'è chi, da un lato, vanta la tenuta economica del sistema dinanzi alla crisi generale, dall'altro non manca chi, come Fanelli, avanza una preoccupazione di ordine legalitario.

Fanelli afferma che «l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è pronta alla pubblicazione di un Libro blu in cui i giochi verranno scandagliati attraverso i numeri», ma al contrario di altri sostiene che dal 2012 è (sarebbe) scesa «la raccolta che la spesa per i giochi, perché sono diminuite le disponibilità che i giocatori possono dedicare al gioco». Singolare è però questa dichiarazione di Fanelli che, da funzionario dello Stato, dinanzi a una disposizione come quella della Provincia autonoma di Bolzano, afferma che «i 450 mila apparecchi presenti sul territorio tra awp e vlt sono oggi anche il risultato dell'azione dello Stato che ne ha strappate una buona fetta al mercato illegale. Oggi è abbastanza inevitabile che gli apparecchi ritornino all'illegale per l'azione delle leggi regionali, come sta avvenendo a Bolzano».

Il discorso che da tempo si tenta di accreditare è semplice: la domanda di gioco è natulariter presente nella società. O le diamo una risposta legale o abbandoniamo questa risposta all'illegalità e alle mafie. Ragionamento alquanto semplicistico, che non rende onore solo a quella generale tendenza che nel suo ultimo Rapporto l’Osservatorio Cardinale Van Thuân definiva ingiustizia legale.
Dinanzi a questa legalità statica, il diritto rischia di sbiadire nella legge e la legge nelle regole. Lo Stato di diritto, che si ha dove governa la legge, viene sostituito da una “società delle regole”, dove la burocrazia pretende di avere la prima e anche l'ultima parola.