DOPO LA TRAGEDIA

Save the children: Serve la protezione dei migranti in Libia

13 Maggio Mag 2014 1653 13 maggio 2014

L'organizzazione da anni in prima linea nel soccorso ai migranti, in particolare minori, che arrivano sulle nostre coste spiega le azioni urgenti necessarie per evitare ulteriori disastri umanitari come quello delle ultime ore

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Minori Migranti
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L'organizzazione da anni in prima linea nel soccorso ai migranti, in particolare minori, che arrivano sulle nostre coste spiega le azioni urgenti necessarie per evitare ulteriori disastri umanitari come quello delle ultime ore

La conta delle vittime dell'ultima tragedia a 40 miglia dalle coste libiche e a cento da Lampedusa è ancora in corso: almeno 17 migranti hanno perso la vita e si stimano 200 dispersi. "Il nuovo naufragio avvenuto in queste ore riporta drammaticamente all’attenzione di tutti la tragedia vissuta da chi è costretto a lasciare la propria terra soprattutto a causa di guerre e di regimi dittatoriali. È necessario che la compassione si tramuti subito in azione, che si assumano impegni precisi per cercare di scongiurare nuovi drammi", indica Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the children Italia, ente nel suo lavoro sulle coste e nelle grandi città è a contatto quotidiano con le persone in fuga dal proprio paese, sempre più spesso interi nuclei familiari con bambini e minori non accompagnati.

"In primo luogo, occorre dare continuità, anche con il supporto dell’Unione Europea, all’operazione Mare Nostrum che ha garantito in questi mesi un presidio fondamentale nel Mediterraneo, soprattutto se consideriamo la situazione critica che caratterizza la Siria, l’instabilità in Egitto ma anche la situazione fuori controllo in Libia. Nei confronti di questo ultimo paese è necessaria un’azione internazionale volta a rafforzare il supporto immediato ai migranti che sono nel paese e di sostegno alla loro richiesta di protezione internazionale”, specifica Milano. “Per quanto riguarda i superstiti del naufragio, è necessario garantire loro tutto il sostegno indispensabile a fronte della tragedia che hanno vissuto. La situazione di accoglienza nella regione Sicilia versa in condizioni inaccettabili, Save the Children invita il governo a voler urgentemente attuare un piano di accoglienza nazionale in grado di rispondere ai bisogni essenziali di tutti i migranti in arrivo e, in particolare, dei più vulnerabili, tra i quali i minori non accompagnati e i nuclei familiari con bambini. "

Secondo i dati del Ministero dell’Interno e secondo le stime di Save the Children, dall’inizio dell’anno al 30 aprile scorso sono arrivati via mare in Sicilia almeno 3.300 minori migranti, di cui 2.245 non accompagnati e 855 accompagnati, in maggioranza di origine eritrea, egiziana, siriana, gambiana, maliana, senegalese, nigeriana. Nel solo sbarco dello scorso sabato 10 maggio ad Augusta sono giunti 200 minori soli non accompagnati, in maggioranza di origine eritrea. Save the Children, organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, è presente sulle coste del Sud Italia dal 2008, e opera in collaborazione con Unhcr (United nations high commissioner for refugees), Iom (International organization for migration) e Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell’Interno e finanziato dal Ministero dell’Interno Italiano e dall’Unione Europea. Le attività, in particolare quelle svolte con i minori soli non accompagnati, hanno l’obiettivo di fornire informazione, consulenza legale, mediazione culturale, garantire la loro corretta identificazione e protezione, monitorare gli standard di accoglienza in Italia e facilitare, nel caso esistano le condizioni, la riunificazione familiare con parenti residenti in Italia o in altri Paesi.