Elezioni Europee 2014

Istituto Cattaneo: Pd +29%, M5S –33%

26 Maggio Mag 2014 1958 26 maggio 2014

L’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni dei risultati del voto appena conclusosi per determinare in che misura il Partito democratico e il Movimento 5 stelle abbiano riscosso maggiori o minori consensi rispetto alle precedenti elezioni europee del 2009 e alle precedenti elezioni politiche del 2013

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Grillorenzi
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L’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna ha effettuato alcune elaborazioni dei risultati del voto appena conclusosi per determinare in che misura il Partito democratico e il Movimento 5 stelle abbiano riscosso maggiori o minori consensi rispetto alle precedenti elezioni europee del 2009 e alle precedenti elezioni politiche del 2013

Naturalmente, nel confronto con le politiche del 2013 occorre tener conto che alcuni partiti hanno perso consensi anche solo per effetto del consistente aumento dell’astensionismo che si manifesta in occasione delle elezioni europee (ma non tutti i partiti ne hanno sofferto in egual misura, e alcuni sembrano non averne sofferto affatto).

L’analisi mostra che il Partito democratico (Pd), ha guadagnato molti consensi rispetto al 2009, ossia alle elezioni con cui è più corretto dal punto di vista metodologico fare una comparazione (+3.183.262). Tuttavia, il Partito democratico ha significativamente incrementato anche i voti del 2013 (2.513.716). I dati del 2014 vanno infatti anche considerati in virtù del tipo di elezione e del connesso livello di partecipazione. Al netto di queste variabili il dato del Pd è, dal punto di vista elettorale/statistico, molto positivo.

Il Pd, inoltre, è avanzato rispetto al 2014, in tutte le regioni (tranne in Sardegna -6,1% sul voto precedente). Il partito guidato dal Presidente del Consiglio dei ministri è primo partito in tutte le regioni nonché in testa in tutte le province italiane, tranne tre (Bolzano, Isernia e Sondrio).

In termini percentuali questo spostamento in valori assoluti si traduce in una crescita del 29% rispetto alle scorse elezioni politiche del febbraio 2013 e del 40% rispetto alle analoghe consultazioni di un quinquennio addietro. Dal punto di vista territoriale l’avanzata del partito guidato da Matteo Renzi è stata significativa in tutto il territorio nazionale, ma concentrata soprattutto nelle regioni settentrionali (Nord Ovest + 35%), poi nel Sud (+28%) e comparativamente meno sostenuta nelle Isole (+13%).

Il Movimento 5 stelle (M5s) ha perso un terzo dei propri consensi (-33,4%) rispetto all’exploit delle politiche del 2013, unica consultazione con cui è possibile procedere ad una comparazione omogenea. La contrazione di consensi è stata significativa e pari a quasi 3 milioni (-2.909.996).

Dal punto di vista geografico, a fronte di perdite diffuse, la maggiore contrazione si è registrata nella circoscrizione Isole (-44,4%; la Sicilia è la regione in cui la diminuzione è stata eclatante: -46,8%) e nel Nord-Est (-37%), mentre è stata più contenuta nelle regioni del Sud (-23,8%). Il partito di Grillo è secondo partito in 84 province, e terza forza il 14 casi.