caso congo

Ma su quell'aereo dovevano esserci anche i nostri figli

30 Maggio Mag 2014 1213 30 maggio 2014

Non tutti i genitori dei piccoli congolesi esultano: sette coppie che hanno intrapreso il cammino adottivo con l’Aibi, e che avevano chiusa l’adozione prima del 23 settembre 2013, sono ancora in attesa di abbracciare i loro figli, rimasti in Africa. Così si appellano al premier Renzi perché finisca ciò che ha iniziato

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Bimbi Congo
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Non tutti i genitori dei piccoli congolesi esultano: sette coppie che hanno intrapreso il cammino adottivo con l’Aibi, e che avevano chiusa l’adozione prima del 23 settembre 2013, sono ancora in attesa di abbracciare i loro figli, rimasti in Africa. Così si appellano al premier Renzi perché finisca ciò che ha iniziato

“Siamo felici per le famiglie che hanno ritrovato i loro bimbi, ma per noi quella del loro incontro è stata una giornata drammatica. Non riusciamo a gioire più di dieci minuti, perché poi pensiamo che il nostro bambino è ancora in Congo e non possiamo andarlo a prendere". Così Umberto, uno dei papà adottivi di altri bambini congolesi regolarmente adottati, ma che non hanno avuto ancora la fortuna - toccata agli altri 31 riportati a casa dal governo - di poterli ritrovare.

Gli abbracci che si sono scambiati genitori e figli all’aeroporto di Ciampino l'altroieri resteranno indelebili nei cuori di chi ha vissuto quell’esperienza, così ricca di sofferenza e di gioia, ma si sono anche impressi nei cuori delle sette coppie che hanno intrapreso il cammino adottivo con l’Associazione Amici dei Bambini e sono ancora in attesa di abbracciare i loro figli, rimasti in Congo. "Sono coppie con gli stessi diritti di quelle che hanno già portato a casa i bambini, con gli stessi documenti validi e con lo stesso ardente desiderio di accoglienza", sottolineano da Aibi, "ma che per colpe non loro non hanno potuto riabbracciare i loro figli. Per questo richiamano l’attenzione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, perché si impegni a finire il lavoro iniziato".

Gabriele e Daniela si sono rivolte così al Premier: “Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi perché sappiamo che è padre, dunque sa cosa vuol dire avere dei figli, amarli e desiderare il loro bene”. “Avremmo già dovuto essere insieme a nostro figlio, - proseguono – mentre per una serie di circostanze incredibili non è successo”. Poi la richiesta finale: “Chiediamo di non lasciarci soli e soprattutto di non lasciare solo nostro figlio che è ancora in Congo.”

Molto sentita la testimonianza del papà adottivo Sabino: “Ho sentito ieri sera l’intervista del Presidente di Aibi Marco Griffini su Radio Rai Uno. Come ha detto Griffini noi siamo tra le coppie con tutte le carte in regola per partire, invece non abbiamo potuto farlo. Siamo felici per le 24 coppie che hanno portato a casa i loro bambini, ma abbiamo svolto lo stesso iter. Dovevamo partire anche noi con loro.” “Pensiamo soprattutto ai nostri figli, – prosegue Sabino – che erano già stati preparati alla partenza nel mese di novembre. Alla notizia che saremmo scesi a prenderlo, nostro figlio era impaziente e non vedeva l’ora di vederci. Questo è causa di sofferenza. Eravamo già in possesso dei visti per poter scendere in Congo. Chiediamo a Renzi – termina il papà adottivo – lo stesso impegno, per non subire ingiuste differenze di trattamento.”

Non trattiene la commozione Rosario: ”Come è vero che sono tornati 31 bambini in Italia, è altrettanto vero che quei 31 bambini sono la punta di un iceberg di una base sommersa alla quale bisogna dare delle risposte e soprattutto delle soluzioni. Noi stiamo penando da un anno e mezzo sperando che dalla scaletta di un aereo scendano anche i nostri bambini”. Poi conclude con un breve, accorato appello: “Premier Renzi, non si dimentichi di noi”. Sara e Paolo esprimono così la loro sofferenza: “Presidente Renzi, la nostra attesa è penosa e difficile, ed è iniziata a novembre dell’anno scorso e non riusciamo a vederne la conclusione. Le chiediamo, Signor Presidente, di proseguire negli sforzi che i vari attori istituzionali coinvolti hanno finora messo in campo, perché anche nostro figlio ha diritto di essere accolto dalla sua famiglia.”

Anche Daniela e Roberto chiedono l’impegno del premier: “Presidente Renzi, siamo una delle coppie bloccate prima della partenza per la Repubblica Democratica del Congo nel novembre 2013. Nostro figlio ci aspetta da allora. Presidente Renzi, grazie per l’impegno profuso finora. Continuate così per consentire anche al nostro bambino di venire presto a casa”. Alessandro e Barbara ringraziano il Presidente Renzi per il lavoro svolto fino a oggi e proseguono: “Nostra figlia ci aspetta in Congo da novembre dello scorso anno. Le chiediamo lo stesso impegno profuso per le 24 coppie, per consentire anche a noi di abbracciare finalmente nostra figlia”.