AFRICA

Action aid contro lo sfruttamento della terra in Senegal

3 Luglio Lug 2014 1945 03 luglio 2014

L'ong raccoglie 60mila firme e le consegna al gruppo aziendale Tampieri che lavora in un progetto agro-industriale che metterebbe a rischio l'ecosistema dei villaggi della regione. "Appreziamo l'impegno aziendale per migliorare le cose, ora ci aspettiamo una road map condivisa in tal senso", indica Luca De Fraia, vicesegretario di Action aid Italia

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Senegal
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L'ong raccoglie 60mila firme e le consegna al gruppo aziendale Tampieri che lavora in un progetto agro-industriale che metterebbe a rischio l'ecosistema dei villaggi della regione. "Appreziamo l'impegno aziendale per migliorare le cose, ora ci aspettiamo una road map condivisa in tal senso", indica Luca De Fraia, vicesegretario di Action aid Italia

Si è tenuto nei giorni scorsi a Faenza l’incontro tra ActionAid Italia e il gruppo Tampieri: un appuntamento in cui l’organizzazione internazionale ha presentato all’azienda le richieste delle comunità locali, cioè mettere fine al progetto agro-industriale nella riserva dello Ndiaël nel Senegal del nord, che ha come obiettivo lo sfruttamento produttivo di 20mila ettari di terra che sono in realtà fonte di sussistenza per 37 villaggi nella regione.

Con la campagna #LandFor e con l’appello internazionale, ActionAid in collaborazione con Collective of the 37 villages of Ndiaël, CNCR, ENDA Pronat, Re:Common, GRAIN and The Oakland Institute ha chiesto a Giovanni Tampieri, in qualità di amministratore delegato della Tampieri Financial Group, socio di maggioranza della Senhuile SA, di attivarsi per sospendere l’investimento nella riserva naturale e di avviare una vera consultazione con il Collettivo dei 37 Villaggi per la difesa della riserva dello Ndiaël, prima di intraprendere qualsiasi nuova iniziativa.

Durante l’incontro, che si è svolto nella sede dell’azienda, il gruppo Tampieri ha segnalato le novità nel processo dell’investimento introdotte nelle ultime settimane, tra cui l’impiego di un mediatore culturale e l’inizio di un dialogo con le comunità locali. Rimaniamo preoccupati del fatto che la richiesta di sospendere le attività progettuali non sia stata accolta, ma vediamo con fiducia l’apertura del management Tampieri a dialogare sulla natura delle attività”, dichiara il Vice Segretario Generale diActionAid Italia, Luca De Fraia.

Nel corso dell’incontro, ActionAid Italia ha consegnato a Giovanni Tampieri, Amministratore del gruppo, 60mila firme che sono il frutto di un appello urgente internazionale con il quale si chiede all’azienda Tampieri di fermare il progetto, che è un rischio per l’accesso delle comunità locali a cibo, acqua e terra, risorse vitali per la loro sopravvivenza. “Apprezziamo la volontà espressa dall’azienda Tampieri a incontrare i colleghi senegalesi e il Comitato dei 37 villaggi, ci aspettiamo ora che condivida una road map chiara di come procedere nelle consultazioni e con quali interlocutori. Ci aspettiamo che i diritti delle comunità locali e l’accesso alle loro terre, vengano ripristinati", conclude De Fraia.