Fisco

Imu & Tasi, ecco come leggere le tabelle del Ministero

7 Luglio Lug 2014 1836 07 luglio 2014

Secondo il nostro esperto Antonio Cuonzo vanno ridimensionati gli allarmi degli scorsi giorni, anche se il Modello e le istruzioni del Ministero dell'economia «sono carenti per almeno due casistiche»

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Secondo il nostro esperto Antonio Cuonzo vanno ridimensionati gli allarmi degli scorsi giorni, anche se il Modello e le istruzioni del Ministero dell'economia «sono carenti per almeno due casistiche»

Dopo l’allarme lanciato la scorsa settimana dal Forum del Terzo settore (anche sulla sporta di alcuni articoli comparsi sulla stampa nazionale) il nostro esperto Antonio Cuonzo, torna sulla questione della tassazione Imu/Tasi per le non profit a uso misto, ovvero quelle che destinano una parte anche minima dello stabile ad usi commerciali.

Secondo Cuonzo «Il Modello di dichiarazione e le relative istruzioni non sono del tutto errati ma sembrano piuttosto carenti rispetto a tutte le ipotesi di utilizzo degli immobili ai fini commerciali». In particolare «se prendiamo in considerazione le istruzioni al Modello, relativamente al terzo riquadro (quello dedicato alle “altre attività”) del quadro B, leggiamo che “Possono, inoltre, verificarsi casi di utilizzo contemporaneo di più criteri. A tal fine occorre compilare il: • Rigo a1) dal quale emerge il rapporto tra la superficie utilizzata per lo svolgimento di attività con modalità commerciali e la superficie totale dell’immobile quando, però, si verificano utilizzi temporanei della superficie stessa. Si pensi, ad esempio, al caso di superfici che istituzionalmente sono riservate allo svolgimento dell’attività ricettiva ma che per alcuni periodi dell’anno sono destinate allo svolgimento dell’attività ricettiva di tipo commerciale; • Rigo b1) quando il rapporto di cui al Rigo b) è correlato anche al tempo di utilizzo della superficie stessa. Tornando all’esempio precedente, si consideri un immobile che è utilizzato in alcuni periodi dell’anno per accogliere persone che partecipano ad un pellegrinaggio e in altri per lo svolgimento di attività ricettiva di tipo commerciale».

Da simili indicazioni dunque «è lecito ritenere che le casistiche a), a1), b), b1) e c) del modello debbano ritenersi alternative e non cumulative. Per essere ancora più chiari, ritengo che nel caso in cui una parte dell’immobile fosse utilizzato per attività commerciali e solo per una parte dell’anno, sarebbe errato compilare i righi a) Rapporto tra la superficie utilizzata per lo svolgimento di attività con modalità commerciali/superficie totale dell’immobile e c) Rapporto tra giorni nei quali l’immobile è utilizzato per lo svolgimento di attività con modalità commerciali /365 giorni e poi sommare i loro importi ma sarebbe corretto (ed in tal senso, a mio avviso, depongono anche le istruzioni al modello) compilare solamente il rigo a1) Rapporto tra la superficie utilizzata per lo svolgimento di attività con modalità commerciali /superficie totale dell’immobile per giorni di utilizzo/365 in quanto appositamente previsto per esprimere la combinazione dei due fattori “spazio” e “tempo».

«Se questa lettura del Modello e delle relative istruzioni risultasse corretta», continua il nostro esperto, «gli stessi Modello e istruzioni risulterebbero corretti ma carenti in merito a tutte le possibili combinazioni dei fattori “spazio”, “tempo” e “numero dei clienti” nonché imprecise nell’esprimere come addivenire al risultato finale della percentuale di imponibilità: dette carenze sarebbero evidenti, infatti, se prendessimo in considerazione un caso di combinazione di tutti e tre i fattori (“spazio”, “tempo” e “numero dei clienti”) per il quale non è previsto un apposito rigo e non vi sono indicazioni nelle istruzioni, alla pari del caso di combinazione dei fattori “spazio” e “numero dei clienti” anch’esso privo di rigo ed istruzioni».

Infine «quanto alle imprecisioni, legittimando la lettura dell’alternativa compilazione dei righi, risulterebbe allora imprecisa e fuorviante la descrizione del rigo d) Percentuale di imponibilità: a+a1+b+b1+c in quanto la suddetta alternatività non consentirebbe la reale sommatoria a meno di considerare l’ipotesi per cui uno stesso immobile potrebbe essere utilizzato per diversi usi commerciali ognuno dei quali foriero di diverse casistiche (“spazio”, “tempo” e “numero dei clienti”) o di loro combinazioni». Per concludere, «ad oggi, la carenza del Modello e delle istruzioni la vedrei solo con riferimento ai casi di combinazione di tutti e tre i fattori “spazio” “tempo” e numero dei clienti” e a quelli di combinazione dei due fattori “spazio” e “numero dei clienti”; in tutti gli altri casi, personalmente, riterrei che il Modello possa compilarsi addivenendo al risultato corretto».