Sos Villaggi dei Bambini

I Villaggi Sos nel mondo sempre più green

11 Luglio Lug 2014 2007 11 luglio 2014

Prosegue il progetto "Going to Green" lanciato nel 2012 con l'obiettivo di lasciare un ambiente migliore. Nei Villaggi Sos sono stati installati impianti fotovoltaici, pannelli solari. In Etiopia il Villaggio Sos di Hawassa usa il biogas

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Prosegue il progetto "Going to Green" lanciato nel 2012 con l'obiettivo di lasciare un ambiente migliore. Nei Villaggi Sos sono stati installati impianti fotovoltaici, pannelli solari. In Etiopia il Villaggio Sos di Hawassa usa il biogas

Lasciare ai bambini di tutto il mondo un ambiente migliore. Questo l’obiettivo del progetto “Going to Green” promosso da Sos Villaggi dei Bambini fin dal 2012. Il progetto prevede in tutti i Villaggi Sos del mondo l’installazione di di impianti fotovoltaici e pannelli solari o termali in modo da ridurre i costi e produrre un’energia pulita e rinnovabile, la produzione di impianti idrici con sistemi di depurazione e di riscaldamento dell’acqua pulita, la costruzione di impianti sanitari, la gestione di impianti agricoli per la produzione degli alimenti, il riciclaggio dei rifiuti organici per la produzione di concime organico e l’incentivazione di produzione agricola biologica.

Inoltre, “Going to Green” prevede anche attività di formazione e iniziative d’informazione e di sensibilizzazione sulla gestione del fotovoltaico, sull’agricoltura biologica e sul riciclaggio rivolte alle comunità con le quali collabora in 133 paesi del mondo. La "luce verde" è stata accesa dall'ex presidente di Sos Villaggi dei Bambini, Helmut Kutin, nel 2009, quando ha simbolicamente piantato il primo albero nel Villaggio Sos di Mombasa. Da lì un progetto più ampio e articolato: pannelli solari in Bolivia, isolamento degli edifici in Russia , fotovoltaico in Kenya, raccolta delle acque in India.
In Etiopia, per esempio, prima che il Villaggio Sos di Hawassa usasse il biogas, le “Mamme Sos” si dovevano alzare di notte per preparare la colazione. «Abbiamo davvero avuto bisogno di innovazione», spiega Almas «Prima del 2008 avevamo sperimentato differenti fonti di energia: le bombole a gas erano troppo costose per le famiglie oltre che pericolose. Si passò al kerosene, ma puzzava terribilmente e gli spazi delle case erano sempre piene di fumo. Alla fine, ricorremmo ai fornelli elettrici ma la fornitura era talmente bassa che i tempi di cottura erano lunghissimi. Ecco perché dovevamo svegliarci alle 3 del mattino».

«Qualsiasi lavoro domestico era rallentato. Le mamme Sos erano molto stanche. Avevamo bisogno di aumentare la copertura energetica e rendere la vita nel Villaggio Sos migliore. Ecco perché siamo passati al biogas, utilizzando il letame per produrre energia. Il processo è stato semplice ma efficace. Il letame viene raccolto ogni giorno e mescolato con acqua prima di essere incanalato nei pozzi, dove viene lasciato a fermentare. La decomposizione del letame emana gas, il 65% del quale è il metano. Il metano può essere immagazzinato in serbatoi e convogliato in ogni casa, fornendo energia per la cottura, per il riscaldamento dell'acqua etc etc. Il concime rimanente può essere poi utilizzato come fertilizzante», dice Aster, il direttore del Villaggio SOS.
Mentamir racconta: «Non avevo mai sentito parlare di biogas. La prima volta che l’ho usato non potevo credere alla sua velocità. La vita è molto più facile ora. Mi sento più sana e più energica. Anche aiutare i bambini a fare i compiti era diventato difficile, eravamo affaticate».