SCENARI DI GUERRA

Croce Rossa: «L'escalation ostacola l'accesso umanitario»

23 Luglio Lug 2014 1238 23 luglio 2014

La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) condanna gli atti di violenza contro i propri operatori umanitari, una palese violazione della protezione accordata al personale e ai volontari ai sensi del Diritto Internazionale Umanitario, come attori neutrali, imparziali e indipendenti

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Gaza15
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La Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) condanna gli atti di violenza contro i propri operatori umanitari, una palese violazione della protezione accordata al personale e ai volontari ai sensi del Diritto Internazionale Umanitario, come attori neutrali, imparziali e indipendenti

La Croce Rossa ha chiesto alle parti coinvolte di assumere tutte le precauzioni possibili per risparmiare la popolazione dalle conseguenze delle ostilità, ribadendo che tutti gli attacchi contro persone e obiettivi civili sono proibiti dal Diritto Internazionale Umanitario. Ha inoltre espresso preoccupazione per le ricadute psicosociali sulla popolazione colpita, in particolare sui bambini. Il 16 luglio la Federazione ha stanziato contributi dal proprio fondo di emergenza di risposta alle catastrofi (DREF) per assistere la popolazione colpita.

La protezione dei civili e la loro sicurezza rappresenta per la Federazione la preoccupazione principale. Quasi l’80 per cento dei palestinesi uccisi erano civili e secondo l’ultimo rapporto OCHA, il 21 per cento di questi erano bambini.
Nella Striscia di Gaza la carenza di medicine e di carburante, nonché i danni alle strutture sanitarie stanno fortemente condizionando l’assistenza sanitaria. Secondo l’ultimo rapporto OCHA, 23 strutture mediche sono state gravemente danneggiate, compreso il presidio medico di emergenza della Mezzaluna Rossa a Gebalaya. La drammatica situazione contribuisce ulteriormente alla povertà esistente, provocata dalla disoccupazione molto elevata e dal peggioramento del tenore di vita nella Striscia, rendendo estremamente difficile per la popolazione soddisfare i bisogni di base. A ciò si aggiunge la mancanza di acqua. Più del 90 per cento delle falde acquifere di Gaza non sono sicure da usare, solo il 15-25 per cento delle famiglie hanno acqua corrente quotidiana. Il 75-90 per cento della popolazione di Gaza si affida a società idriche private per soddisfare le loro esigenze di acqua potabile

La Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS), che è stata in prima linea nelle operazioni fin dall’inizio della crisi, ha lanciato un appello di emergenza per raccogliere 14.570.915 dollari, necessari per rispondere alle esigenze immediate e a medio termine della popolazione colpita, come servizi per la salute, soccorso, riparo e sostegno psicosociale.
La PRCS ha aumentato la propria capacità di risposta ai bisogni delle persone colpite nelle aree dei Territori Palestinesi Occupati. Il 20 luglio la Mezzaluna Rossa Palestinese, insieme con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), è entrata nel quartiere di Shuja’iyya, nel nord-est di Gaza, e ha contribuito a evacuare i feriti, soccorrendo la popolazione colpita durante la tregua di due ore. Coordina le operazioni di soccorso dalle sedi operative di Ramallah, Hebron, Gaza. I volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese, le unità di gestione delle catastrofi, i servizi medici di emergenza, gli addetti alla logistica, a volte con il supporto dei media, lavorano tutti insieme per rispondere all'emergenza e sono pronti ad intervenire in base alle esigenze e all’evolvere della situazione. La Mezzaluna Rossa ha già fornito soccorsi di emergenza a più di 1.119 feriti in Cisgiordania e ha evacuato centinaia di civili di Beit Hanoun, Beit Lahiya, Abasan, Alqararah, JuHer al Deik e Al Shujaiyah accolti nelle scuole dell’UNRWA a Gaza City.

Nella Striscia di Gaza le squadre della Mezzaluna Rossa hanno fornito primo soccorso e servizi di trasporto a oltre 1.495 feriti e recuperato 194 cadaveri. La Mezzaluna ha mobilitato tutto l’apparato di emergenza, tra cui 122 ambulanze, 350 tecnici e 400 volontari.

Le squadre della Mezzaluna Rossa Palestinese hanno soccorso ed evacuato 23 famiglie che erano state costrette a cercare rifugio nelle case dei loro parenti. Inoltre 124 famiglie le cui case sono state completamente distrutte e altre 62 con le case parzialmente danneggiate sono state aiutate con ripari e generi non alimentari come coperte, materassi, kit da cucina e kit igienici. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha poi distribuito ai suoi comitati principali anche set da cucina, kit per l'igiene, materassi per 5.000 famiglie. Gli ospedali della PRCS a Gerusalemme, Hebron e Gaza stanno curando i feriti e le strutture mediche di base nel sud della Cisgiordania sono state allertate per gestire qualsiasi situazione di emergenza.
Israele. La risposta del Magen David Adom (MDA)

Il Magen David Adom in Israele (MDA) è attualmente operativo al più alto livello di allerta e le sue capacità di risposta sono state triplicate. Tutti i 12 centri operativi del MDA sono al lavoro in strutture protette. I volontari sono stati mobilitati per rafforzare le attività quotidiane di MDA, nonché l’operatività in emergenza.

Al momento sono a disposizione h24 tutti i 1.000 veicoli di emergenza del Magen David Adom, comprese le ambulanze, e altre 400 veicoli sono stati aggiunti nelle zone colpite. Il MDA sta garantendo il trasporto dei soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) rimasti uccisi in azioni militari. Il Magen David Adom ha promosso inoltre una campagna informativa generale sul primo soccorso alla popolazione delle zone più remote con l'obiettivo di rafforzare la resilienza della comunità. Ha distribuito kit di primo soccorso a circa 125 rifugi in tutto il paese. Il MDA ha curato 125 persone ferite lievemente e 10 in maniera più grave.