Gaza

Oxfam: nella Striscia anche l'accesso all'acqua è un problema

23 Luglio Lug 2014 1229 23 luglio 2014

Sempre più difficile la situazione della popolazione di Gaza. Secondo Oxfam salgono ad 1,2 milioni le persone con gravi problemi di accesso all’acqua. Oltre 100 i bambini uccisi dall’inizio del conflitto

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Sempre più difficile la situazione della popolazione di Gaza. Secondo Oxfam salgono ad 1,2 milioni le persone con gravi problemi di accesso all’acqua. Oltre 100 i bambini uccisi dall’inizio del conflitto

Per la popolazione di Gaza la situazione si fa sempre più difficile. A dirlo è il responsabile delle emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo Sansone che, martedì 22 luglio, ha affermato: «Secondo gli ultimi aggiornamenti sono 1,2 milioni i civili che dentro Gaza hanno difficoltà di accesso all’acqua potabile, avendo subito gravi interruzioni nel rifornimento. Si fa sempre più grave anche la carenza di forniture mediche negli ospedali a causa del crescente numero di vittime seguito all’invasione di terra israeliana. 13 centri del ministero della Salute (su 54 totali) sono ancora chiusi per via della loro posizione in prossimità di aree bersaglio di attacchi, mentre 18 strutture sanitarie sono rimaste danneggiate (3 ospedali, 12 cliniche e 3 infermerie)».

La tragica conta delle vittime tra i civili a Gaza continua a salire. Dagli ultimi aggiornamenti che arrivano dai 34 operatori di Oxfam al lavoro nella Striscia, il numero totale di bambini uccisi durante il conflitto ha superato le 100 unità, e rappresenta quasi un quarto di tutte le vittime palestinesi. Il ministero della Salute di Gaza ha riferito inoltre che il bombardamento da parte di Israele ha colpito il terzo piano dell'ospedale Al-Aqsa nel cuore della Striscia di Gaza, uccidendo 5 persone e ferendone altre 70. A martedì 22 luglio si contavano circa 605 vittime palestinesi e 3.700 feriti, oltre a 100mila sfollati che si sono rifugiati nelle 69 scuole gestite dall'Unrwa, mentre sarebbero 500 le case distrutte o gravemente danneggiate, secondo quanto riferito dall’Onu.

Riccardo Sansone sottolinea come: «Ogni giorno dall’inizio delle ostilità ribadiamo l’urgenza di un cessate il fuoco, e invece ogni giorno aumentano i morti! Da sabato a oggi (martedì ndr.) si sono registrati quasi la metà di tutti i morti dall’inizio del conflitto. Quanto dovremo ancora aspettare affinché la comunità internazionale si mobiliti per fermare questa immane tragedia umanitaria?».

Nel frattempo secondo Oxfam, sono almeno 3.600 i pescatori dentro la Striscia, che hanno perso i loro mezzi di sostentamento mentre almeno 2.500 agricoltori necessita di urgenti aiuti alimentari. In questo quadro si sta inoltre riducendo la disponibilità di elettricità per i civili a un massimo 2-3 ore al giorno.