Riforma del terzo settore

Servizio civile e Ddl riforma: c'è l'ok delle Regioni

21 Ottobre Ott 2014 1949 21 ottobre 2014

La Conferenza della Regioni ha dato il parere favorevole al disegno di legge delega al Governo. Non mancano tuttavia alcune osservazioni come quella sull'impronta "molto centralistica" del provvedimento

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Camera Deputati
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La Conferenza della Regioni ha dato il parere favorevole al disegno di legge delega al Governo. Non mancano tuttavia alcune osservazioni come quella sull'impronta "molto centralistica" del provvedimento

Con qualche distinguo dalla Conferenza delle Regioni arriva l’ok al disegno di legge delega al Governo per la riforma del Terzo settore e per la disciplina del servizio civile. Il parere favorevole è stato espresso nel corso dell’ultima seduta della Conferenza.

Nel documento che riporta il parere favorevole, tuttavia, i governatori osservano che pur trattandosi di Legge Delega, "il provvedimento ha un'impronta molto centralistica, in quanto, per gran parte della materia, si tratta di attività che agiscono, come emerge dalle finalità della legge 'per il bene comune, per la cittadinanza attiva, la coesione e la partecipazione sociale' sul territorio, dove la competenza regionale, almeno per i servizi sociali, è piena". Ne consegue che "sarebbe utile e corretto sotto il profilo della lealtà istituzionale, praticare con Regioni e Autonomie una condivisione dei temi che orientano i principi della delega stessa. Va ancora aggiunto che nel sistema associazionistico esistono responsabilità pubbliche locali dove emerge un'ulteriore riflessione sul ruolo svolto dalle Regioni e dalle Autonomie".

I punti sui quali si appuntano le osservazioni dei governatori riguardano l’impresa sociale e il Servizio civile universale. In particolare per la definizione di “impresa sociale”, secondo le Regioni non è ancora del tutto chiara, anche rispetto alla cooperazione. "Molto delicata la definizione, tutta da fare, dei settori di utilità sociale e dei limiti da fissare".

Per quanto riguarda il servizio civile universale, invece le Regioni chiedono "una maggior chiarezza rispetto l'attuale assetto della materia", precisando che tutti i "territori" debbono poterne beneficiare: "per questo - scrivono - occorre prevedere un riparto equo delle risorse. Anche sui criteri e le modalità di accreditamento degli Enti del Servizio Civile, si deve trovare condivisione con Regioni e Province autonome che già provvedono agli accreditamenti di competenza per il proprio territorio".