Emergenza

Perse le tracce di 3mila minori stranieri non accompagnati

27 Ottobre Ott 2014 1706 27 ottobre 2014

Dall'inizio dell'anno sono approdati in Italia 12mila bambini soli, a fine settembre un quarto di loro era irreperibile. La preoccupazione delle organizzazioni in prima linea. In un documento le richieste per uscire da una gestione emergenziale

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Dall'inizio dell'anno sono approdati in Italia 12mila bambini soli, a fine settembre un quarto di loro era irreperibile. La preoccupazione delle organizzazioni in prima linea. In un documento le richieste per uscire da una gestione emergenziale

In nove mesi si sono perse le tracce di 3mila minori stranieri non accompagnati. Proprio così un quarto dei 12mila minori sbarcati in Italia da gennaio a fine settembre risultano essere irreperibili, come rileva un report diffuso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. «stiamo parlando di quelli che sono stati registrati allo sbarco», precisa Samantha Tedesco di Sos Villaggi dei Bambini, una delle organizzazioni che, in prima linea nell’accoglienza, esprimono tutta la loro preoccupazione.
«È anche vero che alcuni rifiutano di essere identificati, puntando ad andare all’estero» osserva Tedesco. «Ma i 3163 minori stranieri non accompagnati (Msna) di cui stiamo parlando sono quelli registrati e che spariscono, non ne abbiamo più traccia, scappano e finiscono facilmente reclutati dalla malavita, diventano vittime di prostituzione, racket, traffico e sfruttamento lavorativo e non lo diciamo solo noi associazioni lo dice anche la polizia» denuncia l’operatrice di Sos Villaggi dei Bambini.

In un documento congiunto di una dozzina di realtà che si occupano di minori * e che sarà inviato al premier Renzi, al ministro Poletti, al sottosegretario Biondelli, nonché all’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza, alla Commissione parlamentare infanzia, al Garante nazionale e al presidente della Conferenza unificata Stato-Regioni, si ricorda una recente intervista al Guardian di Mariella Chiaromonte, capo della stazione di Polizia di Tivoli a Roma in cui parlando della situazione di sfruttamento del lavoro minorile al mercato di Guidonia, afferma: «La situazione è fuori controllo. Anche quando portiamo questi bambini nei centri per le adozioni, nessuno controlla se vanno a scuola. Crediamo che ci sia un legame tra chi porta illegalmente i bambini in Italia e chi li sfrutta nei mercati».

Sul problema, fanno sapere le associazioni, anche a seguito delle loro segnalazioni la senatrice Silvana Amati, con altri venti senatori ha depositato un’interrogazione parlamentare. «Uno dei problemi è che si sta lavorando a macchia di leopardo: ci sono comuni che si sobbarcano le rette per i ragazzi accolti in comunità per garantire loro un progetto di accoglienza di qualità, ma ci sono realtà in cui il ritardo nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche si aggirano sui 24 mesi…», denuncia Samantha Tedesco. E nel documento si sostiene che non è più possibile una gestione emergenziale dell’accoglienza.
«Occorre una più decisa assunzione di responsabilità da parte dei soggetti coinvolti e un maggiore coinvolgimento a livello decisionale delle organizzazioni della società civile impegnate da anni in questo ambito», scrivono le associazioni che accolgono “con favore” tre proposte come il progetto di legge 1658, recentemente proposto dall’on. Zampa, l’incentivo all’utilizzo dello strumento già esistente dell’affido etero-familiare per la regolarizzazione dei Msna e, infine, il protocollo di intesa siglato tra Save The Children e la Marina militare che prevede la presenza di operatori a bordo delle Unità Navali impiegate nel dispositivo Mare Nostrum.

Ma anche questi provvedimenti non bastano servono fondi «quelli stanziati non sono sufficienti» chiosa Tedesco. «Non bastano a coprire i buchi dei mesi precedenti. Per questo chiediamo che siano incrementati tenendo conto sia degli arretrati sia delle previsioni». Un altro aspetto da tenere presente è la necessità di un reale coordinamento altrimenti, sottolineano le associazioni nel documento «intese e provvedimenti rischiano di rimanere insufficienti e questo a scapito di migliaia di ragazzi in fuga da scenari di povertà, guerre e violenza sempre più difficili e questa emergenza riguarderà ancora di più gli anni futuri rischiando di far collassare il sistema dei servizi per i minorenni».

*Le associazioni e i coordinamenti che hanno redatto il documento
Associazione Agevolando,
Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (Aimmf),
Associazione Consulta Diocesana per le Attività a favore dei minori e delle famiglie onlus,
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca),
Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (Cncm),
Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (Cismai),
Coordinamento regionale comunità per minori dell’Emilia Romagna,
Coordinamento regionale comunità per minori delle Marche,
Federazione Progetto Famiglia onlus,
Sos Villaggi dei Bambini onlus,
Terra dei Piccoli onlus
Associazione Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie.