Il rapporto

Callipo: «Lo Svimez 2014 certifica la crisi del Mezzogiorno»

28 Ottobre Ott 2014 1922 28 ottobre 2014

L'imprenditore calabrese Pippo Callipo non usa mezze misure per commentare l'ultimo Rapporto Svimez sul Mezzogiorno. «Condivido l’intenzione del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, che intende togliere alla Regione Calabria la gestione del programma garanzia giovani. Ma serve ben altro»

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L'imprenditore calabrese Pippo Callipo non usa mezze misure per commentare l'ultimo Rapporto Svimez sul Mezzogiorno. «Condivido l’intenzione del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, che intende togliere alla Regione Calabria la gestione del programma garanzia giovani. Ma serve ben altro»

Il Rapporto Svimez 2014 (la sintesi in allegato) certifica scientificamente l’allarme che noi imprenditori lanciamo, inascoltati, da un pezzo. Sono sicuro che passato il clamore mediatico, si tornerà a disconoscere le gravi criticità del Mezzogiorno, in attesa magari che il sistema imploda.

Condivido l’intenzione del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio, che intende togliere «la facoltà alla Calabria di gestire il programma Garanzia giovani perché non è possibile che con 14.000 iscritti non abbia fatto ancora nessun colloquio».

Ma, a mio avviso, occorre ben altro. Se le istituzioni nazionali non hanno la forza né la volontà di dare una mano alle espressioni positive di quest’area del Paese, ma addirittura - come sta accadendo anche in questa circostanza che vede la Regione Calabria al voto il 23 novembre - si favoriscono i noti trasversalismi che si costituiscono per gestire le risorse pubbliche e non nell’interesse della popolazione, come può cambiare la condizione del Mezzogiorno? Se lo Stato non ha la forza di imporre la legalità e rendere consapevole il voto dei cittadini e tutto viene lasciato in mano delle vecchie classi politiche, che controllano i partiti ed il voto, allora è meglio prima commissariarle e poi chiuderle queste Regioni che sono diventate il nemico numero uno dei cittadini onesti