Torino

Tredici edifici riprendono vita grazie alla street art

5 Novembre Nov 2014 1616 05 novembre 2014

Con il progetto Habitat, Millo, street artist italiano, vince il B.ART di Torino. Sulle facciate di 13 palazzi del quartiere Barriera è possibile ammirare le sue opere. «qualunque cosa crei, se lo fai per strada, amplifica il tuo messaggio» Millo

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Schermata 2014 11 05 Alle 15
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Con il progetto Habitat, Millo, street artist italiano, vince il B.ART di Torino. Sulle facciate di 13 palazzi del quartiere Barriera è possibile ammirare le sue opere. «qualunque cosa crei, se lo fai per strada, amplifica il tuo messaggio» Millo

Un solo concept per far rivivere 13 facciate. Un intero racconto declinato su oggetti comuni. Succede nel quartiere di Barriera di Milano a Torino, dove le facciate di 13 edifici ottengono una nuova vita grazie alle opere di Francesco Giorgino in arte Millo, vincitore del concorso B.ART, bando internazionale di arte pubblica finalizzato ad aumentare la qualità urbana e l’attrattività ambientale attraverso la realizzazione di interventi artistici.

Chi è Francesco Giorgino?
Nato a Mesagne (provincia di Brindisi) nel 1979, Millo ha studiato architettura e contemporaneamente si è dedicato alla personale ricerca estetica nel campo della pittura concentrandosi sul rapporto tra spazio e individuo e sul passaggio dalla micro a macro scala. Inizialmente lavora solo su tela poi, come lui stesso ci spiega come si è appassiona si alla street art «mi sono avvicinato alla street art in modo naturale, e solo dopo ho capito quanto fosse importate: qualunque cosa crei, se lo fai per strada, ti da una visibilità maggiore e amplifica ad un pubblico potenzialmente infinito il tuo messaggio»

Francesco Giorgino in arte Millo

Millo vince il bando con il progetto Habitat. «Habitat è la parola che descrive il filo conduttore di tutte le mie opere, è la parola emblematica della mia estetica, mi piace ambientare le me storie in un contesto urbano e periferico, a volte contaminato, perché è li che vive l'uomo contemporaneo», ci spiega lo street artist che con le sue tredici immagini in bianco e nero, di forte impatto, legate tutte dal rapporto tra l’uomo e il contesto in cui vive, ha già ottenuto grande riscontro e approvazione dai parte dei cittadini. In ciascuna delle opere è presente un personaggio perennemente fuori scala rispetto al contesto in cui si trova, che compie azioni diverse interagendo con palazzi, oggetti, animali e persone. «Il bianco e nero è diretto, immediato, essenziale, l'assenza di colori o di grigi, permette al messaggio di arrivare prima e poi è anche più economico e veloce: con la street art devi fare cose grandi con pochi soldi sopratutto se lavori in Italia. La sproporzione delle figure è più che altro una rivincita rispetto al mondo in cui viviamo: città gigantesche, centri commerciali che ci opprimono, non sono città a misura d'uomo. Io con le mie opere ho rimesso l'uomo al centro. È cosi che dovrebbe essere. Anche se, alla fine non c'è una vera motivazione alla sproporzione: è un po' come i colli di Modigliani, ognuno li interpreta come vuole» Spiega Millo.

Uno dei lavori di Millo a Torino

Il bando, indetto dalla fondazione Contrada di Torino, è parte integrante delle azioni di riqualificazione urbana previste dal programma Urban barriere di Milano.

Le proposte pervenute sono state 85, per proclamare il progetto vincitore si sono intrecciati i pareri di due giurie: una, quelle degli esperti, presieduta da Marianna Vecellio, membro della commissione per l'arte pubblica del comune di Torino, che ha fatto una prima scrematura delle opere, da 85 si è passati solo a 4 progetti; l'altra, definita giura del territorio, presieduta da Luca Cianfriglia direttore del comitato urban, e composta da associazioni, scuole e abitanti del quartiere che ha proclamato vincitore il progetto Habitat.