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Sostieni a distanza un bambino della Siria

7 Novembre Nov 2014 1118 07 novembre 2014

L'associazione lancia un'iniziativa di sostegno ai piccoli siriani costretti a lasciare le proprie case per la guerra. "Interverremo negli stessi villaggi siriani dove i bambini sono nati senza portali via, ma aiutando loro e le loro famiglie a resistere dando loro tutto quello di cui hanno bisogno per sopravvivere"

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Schermata 2014 11 07 Alle 10
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L'associazione lancia un'iniziativa di sostegno ai piccoli siriani costretti a lasciare le proprie case per la guerra. "Interverremo negli stessi villaggi siriani dove i bambini sono nati senza portali via, ma aiutando loro e le loro famiglie a resistere dando loro tutto quello di cui hanno bisogno per sopravvivere"

Cosa può desiderare di più al mondo un bambino? Stare con la sua mamma e il suo papà nella propria casa. Avere del cibo caldo, magari del pane appena sfornato in tavola ad aspettarlo quando torna a casa. La sua casa. Quello che può apparire scontato per la maggior parte dei bambini del mondo, non lo è invece per un bambino della Siria, costretto dalla guerra a lasciare la propria casa e i propri punti di riferimento e trasferirsi nei campi profughi a chissà quanti chilometri dal suo “nido”. Una situazione che i piccoli spesso non accettano, perché desiderano giustamente rimanere nella loro casa.
In questi tre anni di guerra è stato raggiunto un numero incredibile di vittime tra i bambini: 11.400 quelli uccisi durante il conflitto, ma sono innumerevoli quelli feriti, nel corpo e nell’anima. La metà dei rifugiati siriani nei paesi limitrofi sono minori, 740.000 hanno meno di 11 anni (dati Unicef e UNHCR). All’interno della Siria, oltre 3 milioni di bambini sono sfollati assieme a quel che resta della loro famiglia., o da soli.
Per aiutare questi bambini siriani a restare e crescere nei luoghi che tanto amano, Ai.Bi., Amici dei Bambini, da sempre in prima linea nelle emergenze umanitarie, vuole portare il proprio contributo costruendo quello che ogni giorno la guerra distrugge. E lo fa “intervenendo là, negli stessi villaggi siriani dove i bambini sono nati”, spiega l'associazione in un comunicato, “senza portali via, ma aiutando loro e le loro famiglie a resistere dando loro tutto quello di cui hanno bisogno per sopravvivere, costruendo e ricostruendo giorno dopo giorno il loro futuro”.
Da qui nasce "Io non voglio andare via!” la campagna di Sostegno a Distanza di Ai.Bi., realizzata in collaborazione con l'associazione Syrian Children Relief, mirata proprio ad aiutare 5 mila piccoli siriani e le loro famiglie affinché possano rimanere nei loro villaggi situati nella provincia di Idlib: Binnish, Sarmin e Taftanaz e nel campo profughi di Bab Al'Hawa.
Sono 5 i capisaldi della nuova campagna di Sostegno a Distanza di Ai.Bi: cibo, salute, scuola, casa e gioco. Ognuno di questi corrisponde a progetti di sostegno attivi nella provincia di Idlib in decine di villaggi, tra cui Binnish, Taftanaz, e Sarmin, con il sostegno alle famiglie povere dei villaggi che accolgono orfani di guerra; il supporto medico; il sostegno scolastico, la realizzazione di un grande forno e di una ludoteca sotterranea.
Nello specifico Ai.Bi. potrà garantire:
- cibo: sostegno alimentare attraverso la costruzione e la gestione di un forno e la fornitura di latte;
- salute: assistenza sanitaria tramite la fornitura di medicinali e il sostegno al personale medico di 4 ospedali locali;
- scuola: sostegno al personale insegnante e fornitura di attrezzature e materiale scolastico;
- casa: fornitura di combustibile per il riscaldamento;
- gioco: realizzazione e gestione di una "ludoteca sotterranea" per garantire la totale sicurezza dei bambini.