Ambiente

Disastro Maccarese: le 5 domande del WWF

11 Novembre Nov 2014 1841 11 novembre 2014

«Un crimine di natura che potrebbe ripetersi ancora: troppe incertezze e ritardi», così l'associazione definisce la fuoriuscita di cherosene dall’oleodotto Civitavecchia-Pantano. Ecco i cinque quesiti che WWF ha posto all'unità di crisi che sta gestendo l'emergenza

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«Un crimine di natura che potrebbe ripetersi ancora: troppe incertezze e ritardi», così l'associazione definisce la fuoriuscita di cherosene dall’oleodotto Civitavecchia-Pantano. Ecco i cinque quesiti che WWF ha posto all'unità di crisi che sta gestendo l'emergenza

Cinque le domande poste dal WWF questa mattina all’Unità di crisi convocata dal Sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, per far luce sul disastro ambientale di Maccarese provocato dalla fuoriuscita di cherosene dall’oleodotto Civitavecchia-Pantano. I rappresentanti dell’Associazione hanno espresso la propria posizione e raccontato quanto accaduto dopo la segnalazione fatta mercoledì scorso alle autorità.
Le 5 domande del WWF riguardano l’entità dello sversamento, la dinamica dell’intervento, le caratteristiche del ripristino e da queste emerge un punto fondamentale: il ritardo degli interventi rispetto ad un’area delicata e importante dal punto di vista produttivo e l’incertezza sull’entità del disastro e sui tempi necessari al ripristino. Si è trattato, per il WWF, di un vero e proprio crimine di natura causato da ladri ma amplificato da un intervento inadeguato nei tempi rispetto alla caratteristica morfologica del territorio, un intricato reticolo di canali d’acqua.

«La vicenda di Maccarese evidenzia un crescente fenomeno nazionale legato ai furti di combustibile che avvengono attraverso la perforazione di oleodotti: questioni ben note all’Eni che, come ha annunciato stamattina, ha sperimentato il nuovo sistema di monitoraggio e controllo che verrà adottato anche per l’oleodotto Civitavecchia-Pantano – ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali del WWF Italia che è intervenuto questa mattina all’Unità di crisi - Il WWF chiede però l’adozione di queste tecnologie non riguardi solo gli ambiti dove si verificano furti frequenti ma anche, in termini di prevenzione, tutti gli oleodotti che attraversano le aree naturali sensibili e in particolare, quelle protette o con alta valenza di produzione agroalimentare. Si tratta di un tema di carattere nazionale che non può riguardare solo l’Eni ma tutte le società petrolifere che gestiscono oleodotti nel nostro paese. In questo senso sarebbe opportuno la questione fosse posta in modo corretto dal Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico. Il WWF auspica un programma pluriennale di adeguamento affinchè si aumenti il controllo, il monitoraggio e la tempestività degli interventi. Come WWF continueremo a fare la nostra parte anche come presidio del territorio. È evidente che la nostra presenza con Oasi protette in tutte le regioni e con Guardie volontarie può essere un utile strumento di ‘sentinella’ in grado di lanciare l’allarme tempestivamente, come è avvenuto nel caso di Maccarese: a questo deve però essere affiancata una macchina di monitoraggio e intervento adeguata al livello di rischio».

Le 5 domande del WWF:
QUANTO:
Ad oggi non si ha ancora contezza del quantitativo di cherosene sversato dal momento del furto L’Eni parla di alcune decine di metri cubi (circa 30.000 litri di carburante), ma non c’è ancora un dato preciso.
QUANDO: Non è chiara non tanto la tempistica dell’incidente e degli interventi dell’Eni o delle ditte da esso incaricate, quanto l’attivazione delle istituzioni per attuare tutte le misure idonee a contenere il danno; è certo che non sia stato l’Eni ad avvisare il Comune di Fiumicino e che un coordinamento si sia recuperato dopo almeno un giorno dall’incidente.
DOVE: Si conoscono i due punti di fuoriuscita del cherosene lungo la condotta ma manca ancora una mappatura precisa del reticolo di canali che hanno subito l’inquinamento attraverso il circolo dell’acqua: l’area di Maccarese è un’area di bonifica con un fittissimo reticolo idrografico.
COSA: Ad oggi risultano monitorate le acque sia dei canali che del mare; non sappiamo se siano stati fatti prelievi di suolo; trattandosi di sostanze volatili il WWF chiede che vi sia un campionamento anche delle colture circostanti; per precauzione il WWF chiede anche che sia monitorato lo stato della falda acquifera, quasi affiorante dato che si tratta di un’area paludosa.
COME: oggi si è discusso del confinamento dell’inquinamento sversato anche in previsione del possibili piogge ma non è ancora chiaro il piano di risanamento e bonifica dell’area. Su questo punto va dato atto all’Eni di aver espresso la massima disponibilità anche in relazione ad una successiva riqualificazione naturalistica che possa ripristinare il danno arrecato alla fauna. Sugli interventi di ripristino e bonifica, oltre che di riqualificazione naturalistica, il WWF opererà accanto alle situazioni affinchè si agisca con la massima efficacia e rapidità.

Il Comune di Fiumicino ha preannunciato oggi che consegnerà una relazione alla Procura di Civitavecchia il cui responsabile, Gianfranco Amendola, è una garanzia per tutti. Il WWF presenterà insieme alla LIPU un proprio esposto, mentre WWF Oasi, soggetto gestore dell’Oasi Foce dell’Arrone, ne presenterà un altro per i danni subiti direttamente. Il WWF tramite WWF Oasi gestisce nel territorio di Maccarese tre oasi: Macchiagrande, Foce dell’Arrone, Vasche di Maccarese, grazie all’accordo con la proprietà, la Maccarese Spa. Tutte le aree sono all’interno della Riserva naturale statale del Litorale Romano.