Opera San Francesco e Csi

Milano, il derby l'ha già vinto la solidarietà grazie a Csi e Osf

13 Novembre Nov 2014 1233 13 novembre 2014

Al via mercoledì 12 novembre con Pazzini e Dodò l'iniziativa del Csi che porterà i giovani sportivi a servire alla mensa di Opera San Francesco. Fortissima l'adesione delle squadre «siamo over booking» dichiara Achini (Csi).

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Ragazzi Csi Con Mondonico
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Al via mercoledì 12 novembre con Pazzini e Dodò l'iniziativa del Csi che porterà i giovani sportivi a servire alla mensa di Opera San Francesco. Fortissima l'adesione delle squadre «siamo over booking» dichiara Achini (Csi).

Polpette al sugo e patate novelle è questo l’originale derby che hanno “giocato” Pazzini (Milan) e Dodò (Inter) a dieci giorni dall’incontro sul campo verde di San Siro. I due calciatori si sono ritrovati insieme a una ventina di sportivi, campioni di serie A di varie discipline, giocatori del Csi, allenatori come Emiliano Mondonico ed ex come Antonio Rossi (olimpionico di canoa e oggi assessore regionale) o Beppe Bergomi (campione del mondo di calcio) per una giocare la partita della solidarietà. L’occasione la prima del “terzo allenamento” proposto dal Centro sportivo italiano ai giovani delle squadre milanesi. Un “allenamento” alla solidarietà alla mensa dei poveri di Opera San Francescoin corso Concordia dove ogni sera cenano circa 1200 persone.

Pazzini e Dodò alla distribuzione dei secondi, mercoledì 12 novembre alla mensa dei poveri di Osf - Credit: Photo Mariga


Quella di mercoledì 12 novembre è stata una serata particolare per gli abituali frequentatori della mensa: c'erano i campioni di diversi sport e i giovani del Csi alla linea di distribuzione del pasto e una selva di fotografi, cameramen e giornalisti a registrare l’evento. Che avrà un seguito. Dopo la prima eccezionale che ha visto schierati oltre a Pazzini e Dodò, le ragazze della Nazionale di Ginnastica Ritmica Marta Pagnini e Camilla Patriarca, i pallavolisti Willian Bermudez e Bruno Temponi Araujo del Power Volley Milano, Guillaume Quesque e Fabiola Facchinetti del Consorzio Vero Volley, il capitano della Nazionale U22 di basket in carrozzina Filippo Carossino (della Briantea 84 Cantù) e ancora, Marco Brunelli, Dg Lega Serie A; Cristiano Habetswallner responsabile Sponsorship Telecom Italia e don Samuele Marelli direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi) e consulente ecclesiastico del Csi Milano.

Emiliano Mondonico, che si è alternato tra la distribuzione della frutta e quella dei secondi caldi, ai giornalisti che gli chiedevano di questa serata straordinaria ha ribattuto «questo non è straordinario, questo è il mondo vero. Dobbiamo ringraziare questi signori cui abbiamo dato il cibo, loro ci hanno dato molto di più, ci hanno arricchito moltissimo. Quella che abbiamo incontrato questa sera è la realtà, l’altro è un mondo di sabbia». Ha poi aggiunto «penso che chiedendolo tutti gli sportivi sarebbero disponibili, non ho mai visto nessuno nel mondo del calcio che di fronte a opere di una certa importanza si sia tirato indietro».
Massimo Achini, presidente nazionale del Csi è molto soddisfatto dell’iniziativa, ma soprattutto del fatto che da lunedì 17 novembre ogni settimana ci sarà un gruppo di ragazzi e ragazze delle squadre di ogni disciplina del Csi milanese a servire alla mensa. «Siamo già in over booking», ammette. «Avevamo pensato di coprire con i nostri volontari le settimane fino a giugno, ma potremmo andare avanti fino a dicembre 2015». Per Achini si tratta di una vera vittoria dello sport «con questa iniziativa lo sport vince. E devo dire grazie a Osf perché questa è una di quelle partite che non ci si può permettere di perdere. E va nel segno della nostra opera che va oltre lo sport ed è educare alla vita. Nella grande risposta che abbiamo avuto c’è speranza perché in queste occasioni lo sport dà il meglio di sé»

Padre Maurizio Annoni, presidente di Osf e il vice padre Giansandro hanno voluto ringraziare gli sportivi. Padre Annoni ha sottolineato «La carità si fa in squadra. Giocare è faticoso ma dà soddisfazione come la carità che è bella e impegnativa ed è un segno di speranza».