chi fa da sé...

Adottare costa? Provate col crowdfunding

9 Dicembre Dic 2014 1209 09 dicembre 2014

Adottare un bambino all'estero costa molto, e almeno da un paio d'anni dallo Stato non arrivano aiuti. Un problema che negli Usa hanno risolto con campagne di crowdfunding online a cui possono contribuire parenti e amici, ma anche sconosciuti. Ecco alcuni esempi virtuosi, e anche qualche trappola da evitare

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Adottare un bambino all'estero costa molto, e almeno da un paio d'anni dallo Stato non arrivano aiuti. Un problema che negli Usa hanno risolto con campagne di crowdfunding online a cui possono contribuire parenti e amici, ma anche sconosciuti. Ecco alcuni esempi virtuosi, e anche qualche trappola da evitare

L'adozione, si sa, costa molto in tutto il mondo. In Italia anche 30mila euro, a seconda del paese di provenienza del bambino e del periodo di soggiorno all'estero richiesto alla coppia. Per ovviare al problema le soluzioni non sono tante: esistono mutui su misura realizzati da alcune banche, mentre è per ora tramontata l'ipotesi di un aiuto da parte dello Stato tramite un bonus annuale di 5000 euro, e il fondo che dovrebbe garantire la deducibilità di metà delle spese non è finanziato da due anni.
E se in Italia molti si rassegnano, nel mondo – ma soprattuto negli USA – c'è chi ha deciso di fare da sé, e si è buttato a capofitto nella raccolta fondi per finanziare la propria adozione, o quella di altre coppie. E' dunque boom del crowdfunding,ma anche delle fondazioni create a questo scopo, per arrivare fino a professionisti del fundraising che mettono a disposizione i propri servizi online (la percentuale trattenuta non è specificata) agli aspiranti genitori adottivi che non possono permettersi tutte le spese che le procedure comportano.
Ecco allora che su uno dei più cliccati siti di crowdfunding, GoFundMe, in quattro anni è stato raccolto oltre 1 milione di dollari nella categoria “figli e famiglia”, volta proprio a finanziare le spese per avere un bambino (anche con la fecondazione assistita); sempre per coprire i “costi dell'infertilità” col crowdfunsing ci si può rivolgere a Krowdkidz, mentre sono edicati solo all'adozione altri siti come Pure Charity o You Caring. Singolare – e particolarmente serio nei metodi – è Adopt Together, piattaforma creata da un figlio naturale di due genitori che, oltre ad avere avuto altri due figli biologici, hanno ospitato in quarant'anni 36 minori in affido e in seguito ne hanno adottati otto da altrettanti paesi diversi. Il sito consente a chiunque di effettuare una donazione a favore di coppie selezionate della cui serietà Adopt Together si fa garante, e alle quali corrisponde le somme raccolte esclusivamente dietro la presentazione di fatture, scontrini o estratti conto.
Esiste però anche chi vuole fare le cose in grande e decide di mettere in piedi una fondazione a scopo di fundraising: farlo non è troppo difficile seguendo una delle tante guide online sorte in seguito alle richieste delle famiglie. Più “business oriented” infine il caso di singoli professionisti della raccolta fondi che si mettono a disposizione delle coppie, magari offrendo discutibili iniziative di marketing (come le t-shirt di tale Anna Bears), e comunque facendo promesse mirabolanti che di sicuro, almeno fino a prova contraria, hanno soltanto il ritorno per il portafoglio di chi le fa.