Innovazione sociale

Se la bicicletta diventa un ponte tra generazioni

11 Dicembre Dic 2014 1757 11 dicembre 2014

Si chiama Cycling without age il progetto danese che combatte l’isolamento degli anziani nelle case di riposo, attraverso gite in bicicletta trainati da giovani volontari, favorendo l’incontro tra generazioni e la riscoperta delle città

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Si chiama Cycling without age il progetto danese che combatte l’isolamento degli anziani nelle case di riposo, attraverso gite in bicicletta trainati da giovani volontari, favorendo l’incontro tra generazioni e la riscoperta delle città

Gli acciacchi dell’età non fermano i ciclisti danesi. Si chiama “Cycling without age”, l’iniziativa nata a Copenhagen, che permette alle persone anziane, anche quelle costrette alla sedia a rotelle, di andare in bicletta, caricati su un rimorchio comodo e sicuro e trainati da atletici volontari.

L’iniziativa è stata creata da Ole Kassow, abitante di Copenhagen e assiduo ciclista. “Tutto è nato dal mio incontro con Thorkild, un signore di 97 anni. Ogni mattina, mentre pedalavo verso il mio ufficio, passavo davanti a una casa di riposo e vedevo questo signore anziano seduto su una panchina, il suo deambulatore, fermo, vicino a lui. Si capiva che gli piaceva stare all’aria aperta.” Racconta Kassow. “Ho pensato che probabilmente quell’uomo aveva passato gran parte della sua vita a pedalare e che forse gli piaceva andare in bicicletta tanto quanto piace a me, dopotutto per intere generazioni la bicicletta è stato il primo mezzo di trasporto, utilizzato da 6 cittadini su 10, in moltissime città, da Los Angeles a Roma, fino a Tokyo e Sydney. Ho iniziato a pensare quanto doveva mancargli andare in biciletta e cosa avrei potuto fare io per riportarlo sul sellino.”

E’ stato così che Kassow, ha lanciato Cycling without Age: “Un sabato mattina ho noleggiato un risciò e mi sono presentato alla casa di riposo, chiedendo a uno degli infermieri se qualcuno degli ospiti volesse farsi un giro. Sapevo che probabilmente mi avrebbero preso per pazzo e mi avrebbero cacciato. Invece uno degli operatori si è assentato un attimo, poi è tornato insieme a Gertrud, una signora molto anziana, dicendomi che avrebbero volentieri accettato di venire con me.” Spiega Kassow. “Gertrud aveva le idee chiarissime su dove voleva andare: si trattava di Langelinie, il molo di Copenhagen, perché da giovane viveva in quella zona. Durante la nostra pedalata mi ha raccontato molte cose sulla sua vita e sulla città e mi ha aiutato a vedere quei luoghi in modo diverso.”

Il giorno dopo la prima pedalata, Kassow ha ricevuto una telefonata dalla direttrice della casa di riposo: “Adesso anche gli altri volevano andare a farsi un giro! Così ho iniziato a noleggiare il risciò regolarmente e la mia vita è cambiata: ho stretto amicizie con persone molto diverse, con cui altrimenti non sarei mai entrato in contatto e ho imparato molto, sulla città e sui rapporti umani. Era un’esperienza troppo bella per non essere condivisa, così ho coinvolto più persone possibili.”

L’ amministrazione comunale ha donato alla casa di riposo 5 risciò e oggi decine di volontari sono coinvolti nel progetto, che sta diventando sempre più strutturato. La scorsa estate 15 volontari e 20 passeggeri anziani dai 70 ai 90 anni, hanno pedalato 300 chilometri fino ad Amburgo.

“La cosa che mi ha colpito di più è quanto queste semplici pedalate abbiano un effetto profondo sulla qualità della vita: molti anziani hanno registrato un miglioramento dell'umore, chi è affetto da demenza senile, dopo le uscite è spesso soggetto ad una diminuzione dell'aggressività e i volontari si divertono moltissimo, per qualcuno è un’attività sportiva alternativa alla palestra, sono nate amicizie profonde e uno dei nostri cicilisti più giovani è stato praticamente adottato da una coppia di anziani.”

Cycling without Age è stato adottato da diverse case di riposo in Danimarca e Kassow sta aiutando altri volontari a sviluppare il progetto in altre città in diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, l' Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e la Spagna.

“Alla fine è tutta una questione di relazioni.” Conclude Kassow. “Le case di riposo possono e dovrebbero essere un posto felice, in cui rimanere attivi. Cycling without Age mi ha insegnato che la vita può essere meravigliosa anche se si ha quasi 100 anni."

Qui tutte le informazioni per lanciare il progetto nella vostra città.