L'analisi

Lo Sve? Una chiave per promuovere l’accesso dei giovani al lavoro

16 Dicembre Dic 2014 1301 16 dicembre 2014

Giacomo D’Arrigo, direttore generale Agenzia Nazionale per i Giovani, spiega come il servizio civile europeo sia una possibilità trmaite cui i ragazzi «hanno la possibilità di acquisire conoscenze e competenze, linguistiche, informatiche, matematiche, digitali, spendibili in un mercato del lavoro sempre più competitivo»

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Giacomo D’Arrigo, direttore generale Agenzia Nazionale per i Giovani, spiega come il servizio civile europeo sia una possibilità trmaite cui i ragazzi «hanno la possibilità di acquisire conoscenze e competenze, linguistiche, informatiche, matematiche, digitali, spendibili in un mercato del lavoro sempre più competitivo»

In occasione del Semestre europeo di Presidenza italiana l’Agenzia Nazionale per i Giovani ha contribuito a richiamare l’attenzione sul ruolo e la partecipazione delle nuove generazioni organizzando una serie di attività, con il Governo, tese a raccontare – in modo concreto – il ruolo dell’Ang e quanto di buono ci sia per i giovani nelle nostre attività. Così è nato l’evento Annuale sul Servizio volontario europeo, organizzato per la prima volta in Italia: seppur meno noto dell’Erasmus o del Servizio Civile, è un importante e prezioso strumento per coinvolgere i giovani, incentivare la loro cittadinanza europea, l’inclusione sociale e soprattutto per fornire loro esperienze di vita utili dal punto di vista personale e professionale.

Professionale perché tramite un’esperienza all’estero i ragazzi hanno la possibilità di acquisire conoscenze e competenze, linguistiche, informatiche, matematiche, digitali, spendibili in un mercato del lavoro sempre più competitivo. Sono infatti diversi i ragazzi che raccontano di aver avuto maggiori occasioni lavorative a seguito dell’esperienza di volontariato europeo. Molti hanno trovato lavoro nelle stesse organizzazioni ospitanti, altri ancora appena rientrati in Italia hanno sfruttato le capacità acquisite. Nel contesto di crisi attuale è fondamentale quindi dare a tutti i giovani la possibilità di sfruttare ogni mezzo.

Oltre ai giovani che hanno trovato lavoro ci sono quelli che, grazie allo Sve, hanno ripreso gli studi. Noi adulti abbiamo una responsabilità nei confronti delle giovani generazioni: quella di mettere tutti nelle condizioni di poter fare questo tipo di esperienza perché è determinante per il loro futuro e quindi per il futuro del Paese.
L’impegno dell’Agenzia sarà quello di incentivarne la partecipazione attraverso una capillare comunicazione ed informazione sul territorio, avvalendoci del prezioso supporto delle associazioni, e al tempo stesso di lavorare affinché vengano validate e riconosciute, nel mercato del lavoro, le esperienze di apprendimento non formale ed informale in modo che abbiano un peso nel curriculum.

Come? Promuovendo gli strumenti di riconoscimento sin qui adottati, ovvero lo Youthpass e facendo in modo che questo rientri nel linguaggio comune dei datori di lavoro e sia realmente preso in considerazione. L’Agenzia ha avviato un processo di valutazione di tutte le esperienze realizzate al fine di verificare con mano quali competenze il Servizio volontario europeo abbia aiutato a sviluppare, o a rafforzare, e come lo Youthpass sia stato utile per riflettere sulla propria esperienza e quali risvolti lavorativi abbia avuto.
Lavoreremo quindi per rendere questo strumento più efficace, soprattutto nel nostro Paese, perché possa essere concretamente utile nella costruzione del proprio percorso lavorativo e personale. L’orizzonte è un maggiore collegamento fra lo Sve e le reti lavorative e formative: per affrontare gli sconcertanti e crescenti dati sulla disoccupazione giovanile è necessario far dialogare mondi diversi, educazione formale (quindi scuole, università) con educazione non formale, (quindi il mondo dell’associazionismo).

Valorizzare lo Sve è un impegno di tutti, delle istituzioni, del Governo, delle associazioni sul territorio e dei giovani che hanno già fatto questa esperienza. L’Agenzia si pone al centro prendendo l’impegno di costruire un tavolo di lavoro finalizzato ad una maggior diffusione, promozione e valorizzazione dello Sve.

Sul numero di VITA in edicola trovate un servizio interamente dedicato al Servizio Civile Europeo dal titolo “Europa SVE... gliati” con anche un contributo del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti