Innovazione

Tree is life: in Kenya meno legna e più pulcini

17 Dicembre Dic 2014 1833 17 dicembre 2014

La stufa che brucia meno legna e cova più pulcini che ha vinto il Green Innovation Award (premio per l'innovazione verde). L'idea stata esposta alle Nazioni Unite di Nairobi ed il 4 dicembre è stata presentata in Vaticano e consegnato un modellino a Papa Francesco.

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La stufa che brucia meno legna e cova più pulcini che ha vinto il Green Innovation Award (premio per l'innovazione verde). L'idea stata esposta alle Nazioni Unite di Nairobi ed il 4 dicembre è stata presentata in Vaticano e consegnato un modellino a Papa Francesco.

Il progetto di riforestazione Tree is Life, sostenuto sin dalla sua fondazione dalla Provincia Autonoma di Trento, ha vinto il Green Innovation Award (premio per l'innovazione verde) e il 4 dicembre è stata presentata in Vaticano e consegnato un modellino a Papa Francesco.

È stata la “first lady” del Kenya Sua Eccellenza Ms. Margaret Kenyatta a consegnare l'assegno nelle mani del direttore di Tree is Life Thomas Gichuru, abituato a stare più ai margini della foresta a piantar alberi che sotto i riflettori di una serata di gran gala che ha avuto luogo nella capitale Nairobi.

Thomas Gichuru riceve il premio dalla “first lady” del Kenya Ms. Margaret Kenyatta

Thomas guida un gruppo di forestali kenyoti molto competente che ha già vinto, nel 2005, il “Total eco challenge” come miglior progetto di riforestazione dell'Africa dell'Est; primo tra migliaia di partecipanti.

Ma questo nuovo premio, il Green Innovation Award, si differenzia dal Total in quanto è dato da una comunità di donatori istituzionali tra i quali l'Unione Africana, l'Ambasciata svedese, il governo del Kenya, il WWF, l'Università di Nairobi e molti altri.

Il progetto Tree is Life ha avuto agli albori come testimonial la biologa Wangari Maathai prim'ancora diventasse commissaria dell'Unione Africana e Premio Nobel per la Pace. Una persona d'eccezione ed ottima insegnante.

Soddisfazione per il premio viene anche dal presidente di Ipsia del Trentino Fabio Pipinato che è stato tra i fondatori del progetto Tree is Life avendo vissuto in Kenya per quasi 3 anni. E precisamente a Nyahururu, a 200 km. a nord di Nairobi.

Tree is Life cura più di 80 vivai di piccoli alberelli. Essi vengono rinverditi da altrettante comunità e, una volta piantati, possano contribuire a costituire la cintura verde (Green Belt) utile a fermare il deserto che avanza da nord.

Il motivo del premio è un'innovazione semplice come l'uovo di colombo maturata al CFSI di Trento durante un percorso formativo dal titolo: “poco fumo, molto arrosto”. In molte famiglie di queste comunità di contadini kenyoti sono stati allestiti dei forni in terra cotta con all'interno delle pietre refrattarie per il risparmio energetico. Non basta infatti piantare alberi ma è altrettanto importante ridurne il consumo con stufe efficienti che permettono di risparmiare più di un terzo della legna delle normali cucine.

I forni hanno, a livello pavimento, una cavità, tipica delle nostre stufe a olle costruite in montagna, ove vengono deposte le uova dei pulcini al posto della legna da seccare o delle scarpe da asciugare. Qui le uova si schiudono ed i piccoli pulcini possono trovare del mangime in un ambiente estremamente pulito, caldo e secco. Senza l'aiuto di un lampada accecante come nelle nostre incubatrici industriali.

Un forno di “Tree is life”

La cavità ove si schiudono le uova comunica con un piccolo recinto protetto (1,5 mt x 1 mt di base) ove la temperatura è ambiente essendo la gabbia all'interno dell'abitazione e contigua alla stufa. Qui i pulcini possono crescere indisturbati ed al sicuro. Escono dalla cavità per passare al primo recinto a partire dalla seconda settimana di vita e con il passare dei giorni si allontanano sempre più dalla stufa prendendo confidenza con il nuovo ambiente protetto.

Questo primo recinto interno alla casa ed adiacente la cucina è possibile solo in Africa e non certo in Europa ove le diverse legislazioni ne vieterebbero l'allevamento per motivi di igiene. Il primo recinto è collegato, tramite una fessura sulla parete in legno, trattandosi spesso di baracche, ad un secondo recinto protetto esterno alla casa ove i pulcini, già più grandi, possono tentare lo sbalzo di temperatura e di umidità. Questo secondo recinto ha una rete di ferro anche a pavimento onde evitare incursioni di animali predatori.

Il forno con il pollaio

Il raccordo tra queste tre semplici unità: sottoforno, recinto interno e recinto esterno con relativa gradazione di temepratura costituiscono l'innovazione che ha permesso allo staff di Tree is Life di vincere il Green Innovation Award. Trattasi di una modalità molto semplice di allevare i pulcini ma, nel contempo, molto efficace. Si viene infatti a risparmiare un terzo di legna dentro la stufa con il vantaggio di avere, nel contempo, un terzo di pollame / carne bianca in più da mettere un domani sopra la stufa. Le galline nate in queste condizioni protette sono di gran lunga più forti e sane delle loro coetanee che nascono liberamente nei cortili delle baracche africane e che spesso diventano preda facile di altri carnivori. Trattasi di una modalità di produzione quasi industriale e che si realizza a bassissimo costo e per cui accessibile ai più.

Insomma, l'uovo di colombo anziché stare sopra sta dapprima sotto e poi, diventata gallina, sta sopra...la stufa. Con questo progetto viene meno il detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani” in quanto si può avere sia l'uno che l'altro; anche e sopratutto nei paesi poveri.

Sono soprattutto le donne africane, costrette quotidianamente a fare diversi chilometri a piedi per procurare legna per preparare il pranzo ad aver apprezzato questo progetto sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento e che ha trovato lo start up presso il CFSI ove s'è discusso a lungo di stufe e di risparmio di legname.

Il giorno seguente la consegna del premio lo staff di Tree is Life ha ricevuto una comunicazione direttamente dalla sede delle Nazioni Unite ed in specifico dall'Agenzia per le donne: Unwomens. Il progetto è stato selezionato proprio per l'empowerment delle donne ed è stato esposto in un expò internazionale che ha avuto luogo dal 12 al 18 ottobre 2014 presso la sede delle Nazioni Unite di Nairobi.