dopo l'annuncio

Contucci (Airc): «Brava Emma, guarirai»

13 Gennaio Gen 2015 1135 13 gennaio 2015

«Io non sono la mia malattia, continuerò la mia vita», ha detto la Bonino rivelando di avere un tumore. Per il direttore generale di Airc «questo è l'atteggiamento giusto, chi affronta il cancro con coraggio e affidandosi alle terapie ha le migliori probabilità di uscirne vincitore». Anche perché la ricerca ha reso questo male sempre più curabile

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Emma Bonino Tumore
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«Io non sono la mia malattia, continuerò la mia vita», ha detto la Bonino rivelando di avere un tumore. Per il direttore generale di Airc «questo è l'atteggiamento giusto, chi affronta il cancro con coraggio e affidandosi alle terapie ha le migliori probabilità di uscirne vincitore». Anche perché la ricerca ha reso questo male sempre più curabile

«Dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata». Così Emma Bonino qualche giorno fa, dando al mondo l’annuncio di essere stata colpita da un tumore al polmone e di doversi curare per almeno sei mesi. Un’affermazione coraggiosa, la sua, che è stata molto apprezzata da migliaia di malati (che le hanno anche scritto attraverso internet e i social network), ma anche dai responsabili delle associazioni che si occupano di ricerca contro il cancro, prima tra tutte Airc. «Quello di Emma Bonino è l’atteggiamento migliore, quello che in molti casi aiuta i malati di cancro a guarire», dice il direttore generale Niccolò Contucci. «Infatti, anche se non è dimostrato scientificamente, tutti i clinici osservano che chi affronta il cancro con coraggio e determinazione, affidandosi con fiducia alle cure dei medici, ha migliori possibilità di farcela». E mentre sottolinea che proprio grazie ai progressi della ricerca oggi le percentuali di remissione dal cancro per le donne sono arrivate al 63% (anche se per alcune forme sono più alte e per altre, come per esempio il tumore al polmone, più basse), Contucci incorona Emma Bonino “testimonial ideale” ed esempio da seguire per tutti i malati italiani. «Da una donna coraggiosa come lei non mi aspettavo niente di diverso», conclude, «ma la ringrazio per le sue parole e per averci dimostrato qual è il giusto modo di affontare il cancro, che deve essere considerato non più una condanna ma per quello che è: un’evenienza, certo non piacevole, che può capitare nella vita. E dalla quale è possibile uscire, magari più forti di prima».