Semestre italiano

WWF: dimenticato lo slancio per un "nuovo inizio" in Europa

13 Gennaio Gen 2015 1743 13 gennaio 2015

A chiusura del semestre italiano di Presidenza del Consiglio Ue il WWF giudica «non all'altezza dei suoi propositi» l'azione del governo italiano che, sottolinea l'associazione, ha fatto più "mediazione" che non "propulsione"

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A chiusura del semestre italiano di Presidenza del Consiglio Ue il WWF giudica «non all'altezza dei suoi propositi» l'azione del governo italiano che, sottolinea l'associazione, ha fatto più "mediazione" che non "propulsione"

Non all’altezza dei suoi propositi nel presentare un messaggio forte che lanciasse una proposta innovativa del nostro Paese per uscire dalla crisi su scala continentale, un nuovo Patto capace di coniugare la salute dei sistemi naturali con il reale benessere e sviluppo della società, nel rispetto dei principi di equità, innovazione e efficienza nell’uso delle risorse, di tutela e valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici e per la decarbonizzazione del sistema economico. Lapidario il giudizio del WWF alla chiusura del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea.
Per WWF, infatti, «è stato mancato l’impegno assunto dal Premier Renzi per una “crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, dichiarato nel Programma “Europa un nuovo inizio” presentato l’1 luglio 2014» come viene sottolineato in un comunicato stampa.

«Mai come in questo momento sarebbe stato necessario chiedere un cambio di passo dell’Europa dal fiscal compact al wellbeing compact: dall’attenzione prioritaria, sin qui prestata, agli equilibri finanziari e alle banche alla priorità da dare al ben-essere nelle decisioni economiche e sociali» continua la nota di WWF. «Sono stati deboli, frammentari e, soprattutto, non seguiti da atti concreti i segnali dati su questi argomenti dal governo italiano in occasione della riunione informale congiunta dei ministri del lavoro e dell’ambiente di Milano del 17 luglio scorso su “Crescita Verde e occupazione” o del convegno internazionale di esperti a Bruxelles del 10 ottobre “Andare oltre il Pil”».

Nel Semestre il Governo italiano ha comunque affrontato, incalzato dalle proposte degli ambientalisti, con WWF in prima fila - come rimarca la nota dell'associazione -, le scadenze delle COP 12 della Convenzione sulla Diversità Biologica (Pyongchang, Corea del Sud, 6-17 ottobre 2014) e della COP 20 della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (Lima, Perù, 1- 14 dicembre 2014) previste dall’Agenda internazionale dell’Unione e ha dato il suo contributo alla definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio post 2015.
Sul pacchetto Clima ed Energia 2030 è sicuramente positivo essere arrivati a Lima ad una prima definizione dei target, ma – si sottolinea - il risultato è stato debole, al di sotto di quanto ci si aspettava dall’Unione stessa, anche in vista dell’accordo globale sul clima.

Insomma, secondo il WWF l’Italia ha svolto un ruolo di mediazione, non già di propulsione verso obiettivi più avanzati, come invece sollecitato dal organizzazione ambientalista: si sono pagati anche i molti distinguo interni e una posizione non particolarmente coraggiosa in ambito nazionale, anche per l’assenza di una visione strategica del governo per il 2030. A Lima, nella COP 20 Onu sul Clima, le divisioni interne alla UE (certamente non imputabili all’Italia) hanno impedito una posizione negoziale europea più coraggiosa e autorevole.

Per quanto riguarda l’attuazione della Convenzione internazionale sulla Biodiversità, da Pyongchang sono arrivati segnali positivi.
In sintonia con quanto richiesto dal WWF nella sua interlocuzione serrata con il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, a conclusione della riunione del 25-26 novembre scorso dei direttori dei ministeri ambiente dei vari paesi europei che si occupano della Conservazione della Biodiversità è stata lanciata la Carta di Roma sul Capitale Naturale e Culturale che tra l’altro si propone su scala comunitaria di ridurre i sussidi dannosi per l’ambiente, attuare metodologie per contabilizzare il Capitale Naturale e includere gli approcci ecosistemici in tutte le decisioni, le pianificazioni e la gestione del territorio.

Sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio infine, la posizione assunta dal Consiglio Affari Generali del 16 dicembre scorso è ritenuta dal WWF positiva ed accoglie molte richieste formulate dall’associazione. In particolare, è positiva l’enfasi indicata alla lotta ai cambiamenti climatici, l’importanza della gestione e della tutela delle risorse naturali e la salvaguardia dei servizi ecosistemici come punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà in tutto il mondo. Importante anche il riconoscimento del fatto che le sfide globali richiedono soluzioni globali e che dunque gli obiettivi di sviluppo sostenibile si devono applicare a tutti i paesi, sviluppati e in via di sviluppo.