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Papa Francesco: slot machine, "congegni futili e menzogna del Diavolo"

22 Gennaio Gen 2015 1027 22 gennaio 2015

Nella sua ultima omelia, durante la messa per la festa del Santo Niño davanti a milioni di persone riunitesi al Rizal Park di Manila,Papa Francesco ha ricordato che l'uomo spreca tempo e opere di vita "giocherellando con congegni futili, nel gioco d'azzardo". Parole che invitano a riflettere e agire, in un Paese, il nostro, che sta diventando sempre più una bisca a cielo aperto e un modello perverso per il business globale

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Nella sua ultima omelia, durante la messa per la festa del Santo Niño davanti a milioni di persone riunitesi al Rizal Park di Manila,Papa Francesco ha ricordato che l'uomo spreca tempo e opere di vita "giocherellando con congegni futili, nel gioco d'azzardo". Parole che invitano a riflettere e agire, in un Paese, il nostro, che sta diventando sempre più una bisca a cielo aperto e un modello perverso per il business globale

Del viaggio di Papa Francesco nelle Filippine e Sri Lanka resteranno molte cose. Immagini - milioni di fedeli e non, parimenti in festa -, ma anche parole. Molte parole. E come sempre le parole del Papa - semplici, chiare, dirette - riescono a squarciare il velo della futilità.

Futili, nell'antichità, erano detti quei vasi dall'ampia bocca che, copiosamente, versavano e sprecavano acqua. Futile, ha ricordato il Papa, è ciò che piace al diavolo. Già, il diavolo.

La menzogna ama nascondersi

Mai come ai nostri giorni, ricordava Anselm Stolz, quando l'immagine e il portato simbolico del diavolo sembrano consegnati ai libri di storia e ai manuali di superstizione popolare, mai come in questi giorni ciò che dentro e dietro quel termine si cela è tremendamente presente. Il capolavoro del diavolo, spiegava d'altronde il teologo benedettino Stolz, è stato "farci credere che il diavolo non esiste". E con esso non esistono il male, la tentazione, la seduzione e la menzogna. Celebrando il 18 gennaio 2015 la domenica del Santo Niño, Papa Francesco ha ricordato che "la mentira es del Diablo".

Ma questa menzogna è seducente, ha l'apparenza mite delle cose futili. Come i "congegni elettronici" che divorano risorse, valori, energia, vita. Come il denaro - che questi congegni alimentano e movimentano - la menzogna non solo corrompe, ma corrode.

La voce che dice: "Non c'è più niente da fare"

Il diavolo, ricordava tra le pagine del suo diario il grande scrittore Julien Green, ha un solo scopo: ricordarci ogni mattina, col suo monocorde, efficace lamento le parole senza le qualei la sua opera cadrebbe: "non c'è più niente da fare".

Il diavolo - è ancora Green a parlare - è colui che uccide il principio di ogni fare con un'indignazione che paralizza e con un'indifferenza che spinge solo all'agire cinico.

Macchinette che feriscono la dignità dell'uomo

La futilità è del diavolo e il diavolo, si sa, alberga nelle pieghe. O, meglio, nei congegni e nei dispositivi che rendendo seducente e "moderna" la futilità spingendo milioni di persone in Italia (miliardi nel mondo) a tentare la sorte in quel controrituale che piega donne e uomini davanti a una "macchinetta", come un tempo piegava interi popoli a un idolo perverso.

Ascoltiamo le parole di Papa Francesco:

«Qualche volta, vedendo i problemi, le difficoltà e le ingiustizie, siamo tentati di rinunciare. Sembra quasi che le promesse del Vangelo non si possano attuare, siano irreali. Ma la Bibbia ci dice che la grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere “moderni”, di essere “come tutti gli altri”. Egli ci distrae con il miraggio di piaceri effimeri e di passatempi superficiali. In tal modo noi sprechiamo i doni ricevuti da Dio, giocherellando con congegni futili; sprechiamo il nostro denaro nel gioco d’azzardo e nel bere; ci ripieghiamo su noi stessi. Trascuriamo di rimanere centrati sulle cose che realmente contano. Trascuriamo di rimanere interiormente come bambini. Questo è il peccato: dimenticarsi interiormente di essere figli di Dio. I bambini infatti, come ci insegna il Signore, hanno la loro propria saggezza, che non è la saggezza del mondo».

@oilforbook