CAMPAGNE

VITA in prima linea nella lotta contro Ebola

23 Gennaio Gen 2015 1244 23 gennaio 2015

Il gruppo VITA è impegnato in Guinea nella lotta contro il virus Ebola, in partenariato con l’Istituto di Medicina Tropicale di Anversa (IMT) e la rete delle radio indipendenti guineane (URTELGUI), e con il sostegno dell’Unione Europea. Lunedì,26 gennaio, a Conakry si terrà un seminario e la presentazione del progetto

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Il gruppo VITA è impegnato in Guinea nella lotta contro il virus Ebola, in partenariato con l’Istituto di Medicina Tropicale di Anversa (IMT) e la rete delle radio indipendenti guineane (URTELGUI), e con il sostegno dell’Unione Europea. Lunedì,26 gennaio, a Conakry si terrà un seminario e la presentazione del progetto

VITA, URTELGUI e l’IMT di Anversa, in collaborazione con Médecins Sans Frontières, hanno deciso di associarsi per sensibilizzare i cittadini guineani via radio, un mezzo di comunicazione che gioca un ruolo centrale in Guinea, dove il 66% della popolazione è analfabeta e molti hanno un accesso limitato ad altre fonti di informazione.
La collaborazione tra VITA, URTELGUI e IMT si realizzerà attraverso la diffusione di programmi radiofonici su 18 radio locali – di cui 10 con sede a Conakry e 8 rurali situate nelle aree più colpite dall’Ebola o più a rischio. I programmi saranno trasmessi in francese e in 6 lingue nazionali: Susu, Malinke, Pular, Kissi, Toma and Guerzé. Il primo programma in sinergia verrà diffuso sulle onde di 18 radio il 29 gennaio gennaio.

«VITA è sempre stata in prima linea nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi di Ebola. Oggi questo impegno si concretizza anche sul terreno attraverso il nostro supporto all’IMT di Anversa e alla sua lotta contro l’epidemia in Guinea, associandovi ad un partner guineano importante quale URTELGUI», dichiara Joshua Massarenti, responsabile dell’Ufficio di VITA a Bruxelles.

Secondo Roeland Scholtalbers, Responsabile Comunicazione dell’IMT attualmente a Conakry, «diffondere informazioni affidabili in francese e lingue locali attraverso delle radio locali è un modo fondamentale per associare i cittadini guineani nella lotta contro Ebola. Il popolo guineano deve sentirsi parte attiva nel tentativo di risolvere la crisi».

«Dall'inizio della lotta contro l’epidemia, l’Union des radiodiffusions et télévisions libres de Guinée URTELGUI, ha profuso un grande impegno nella campagna di sensibilizzazione contro Ebola. Sono state organizzate una serie di sinergie con le 42 emittenti che fanno parte della nostra rete. Per URTELGUI, partecipare alla risposta contro l’emergenza Ebola rappresenta un dovere civico», ha detto Boubacar Yacine Diallo, presidente di URTELGUI.


Dal 22 marzo 2014 (data in cui è stata ufficialmente dichiarata in Guinea l’epidemia Ebola che sta colpito Africa Occidentale), le vittime nella regione sono state oltre 8.600. Si tratta dell’epidemia più grave mai registrata ed ha colpito prevalentemente tre paesi: la Guinea, la Liberia e la Sierra Leone. Gli sforzi sono stati rapidamente intensificati per garantire le necessarie misure per fornire diagnosi ai pazienti ed isolarsi, garantire contempo sepolture sicure, facilitare la ricerca di contatti e rafforzare il sistema di allerta e di sorveglianza.
Nonostante gli sforzi della Comunità internazionale e dei paesi colpiti dall’epidemia, azioni cruciali quali la sensibilizzazione dell’opinione pubblica non hanno tenuto il passo con le misure cliniche e di salute pubblica adottate dalla Comunità internazionale e dalle autorità guineane. Per questo è nato il progetto di VITA, URTELGUI e l’IMT di Anversa, Médecins Sans Frontières.

Questa iniziativa si svolge nel quadro del progetto Ebola-Tx finanziato dall’Unione Europea e curato da IMT con l’obiettivo di valutare se il trattamento che utilizza gli anticorpi prodotti dai sopravvissuti alla malattia si rivela efficace per combattere il virus sui pazienti infetti. Gli scienziati dell’IMT sono stati i primi a ad aver scoperto il virus Ebola nel 1976. L’IMT è uno dei più importanti istituti internazionali per la formazione, la ricerca e l’assistenza nel campo delle malattie tropicali nei paesi in via di sviluppo.