Libertà di stampa

Europa: a rischio il pluralismo dei media

28 Gennaio Gen 2015 1635 28 gennaio 2015

Un rapporto del Centre for Media Pluralism and Media Freedom, rivela il grado limitato del pluralismo e indipendenza tra i media europei. La situazione più critica in Ungheria, ma pluralismo limitato anche in Italia, seguita da alcuni “insospettabili” paesi europei

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Un rapporto del Centre for Media Pluralism and Media Freedom, rivela il grado limitato del pluralismo e indipendenza tra i media europei. La situazione più critica in Ungheria, ma pluralismo limitato anche in Italia, seguita da alcuni “insospettabili” paesi europei

I media europei hanno bisogno di più pluralismo e indipendenza. A dichiararlo l’ultimo rapporto del Centre for Media Pluralism and Media Freedom (CMPF) e l’Istituto Universitario Europeo con sede a Firenze. Nove i Paesi individuati in cui il pluralismo dei media risulta essere a rischio. Tra gli indicatori utilizzati, anche le politiche e i regolamenti adottate durante le campagne elettorali e a ridosso delle elezioni. La situazione peggiore, in Ungheria, seguita da Grecia, Estonia e Bulgaria. Maggiormente a rischio l’imparzialità dei media, in alcuni casi, come ad esempio in Ungheria, le iniziative editoriali indipendenti sono scoraggiate e la televisione si presenta come un univoco microfono del governo. Penalizzata in questi paesi, la rappresentazione di gruppi, organizzazioni e personalità politiche apparteneneti alla minoranza.

Critica anche la situazione dell’Italia. Giudicata da Reporter Senza Frontiere, al 57esimo posto per quanto riguarda la libertà di stampa e nel 2004, dall’organizzazione Freedom House, "solo parzialmente libera", a causa del controllo sui media da parte dell’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, secondo il rapporto di Centre for Media Pluralism and Media Freedom, nel nostro paese, l’ indipendenza dell’informazione è ancora messa a rischio dalla polarizzazione dei media main stream, controllati da poche forze politiche che scoraggiano le iniziative pluralistiche.

Una situazione a cui, in maniera minore, non sono estranei nemmeno altri Paesi, più “insospettabili”. Un parziale controllo politico sui media mainstream, secondo il rapporto, è esercitato, oltre che in Bulgaria, Estonia e Grecia, anche in Francia e Regno Unito. Secondo il report infatti, “Ogni paese ha una specifica debolezza, che costituisce un rischio alla libertà di stampa e al pluralismo”.

In risposta ai risultati emersi dal rapporto, la European Federation of Journalists ha sviluppato un manifesto per chiedere all’Europa di adottare iniziative concrete a favore del pluralismo dei media e della libertà di stampa, chiedendo di inasprire i regolamenti contro i monopoli, di sviluppare nuovi codici di condotta che regolino i rapporti tra gli editori e i giornalisti, omologati in tutti i paesi dell’Unione e misure più severe per tutelare l’indipendenza delle televisioni pubbliche.