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Un sms per salvare i "bambini blu"

3 Febbraio Feb 2015 1006 03 febbraio 2015

Nascere con una cardiopatia in un paese povero significa spesso essere condannati a morte. E' quello che capita ai "bambini blu", affetti da una malattia che compromette la circolazione del sangue e rende la pelle bluastra. Mission Bambini ogni anno riesce a salvare migliaia di piccoli cardiopatici con la campagna sms Cuore di Bimbi e l'hashtag #appiccicami

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Foto ELVIS Credit Giovanni Diffidenti Bassa
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Nascere con una cardiopatia in un paese povero significa spesso essere condannati a morte. E' quello che capita ai "bambini blu", affetti da una malattia che compromette la circolazione del sangue e rende la pelle bluastra. Mission Bambini ogni anno riesce a salvare migliaia di piccoli cardiopatici con la campagna sms Cuore di Bimbi e l'hashtag #appiccicami

Molti bambini nati cardiopatici sono affetti da Tetralogia di Fallot: una malformazione anche detta sindrome del bambino blu, perché i bimbi che ne soffrono presentano una carnagione bluastra dovuta alla scorretta ossigenazione del sangue. Le estremità del corpo, le mani, i piedi e le labbra diventano pian piano blu. Dall’1 al 18 febbraio c'è la possibilità di contribuire a salvarli, donando alla Fondazione Mission Bambini 2 o 5 euro con un SMS o una telefonata da rete fissa al numero 45504. Sui social media la raccolta fondi è promossa con un cuore blu attraverso l’hashtag #APPICCICAMI.

Nascere con una cardiopatia in Paesi come lo Zimbabwe, la Birmania o l’Uzbekistan può significare avere pochi giorni, settimane o mesi di vita. Nel mondo ogni anno nascono 1 milione di bambini col cuore malato: nei Paesi occidentali vengono tempestivamente operati, in quelli più poveri possono passare anni solo per avere una diagnosi corretta. E spesso purtroppo alla diagnosi non segue alcuna cura.

Dal 2005 la Fondazione Mission Bambini raccoglie fondi per salvare i bambini cardiopatici nati nei Paesi più poveri. L’obiettivo complessivo del progetto “Cuore di bimbi” per il 2015 è salvare la vita di 250 bambini, attraverso le missioni all’estero di medici italiani volontari (ad esempio in Birmania, Somalia, Uganda e Uzbekistan), oppure portando i piccoli pazienti in Italia se dove sono nati mancano non solo i medici in grado di operare ma anche strutture ospedaliere adeguate (ad esempio lo Zimbabwe). Una terza modalità di intervento è quella di donare agli ospedali locali attrezzature e materiale medico oppure aiutare le famiglie più povere a sostenere il costo dell’operazione (Cambogia, Romania).

“In nove anni – dichiara Goffredo Modena, Presidente di Mission Bambini – abbiamo salvato attraverso un intervento di cardiochirurgia pediatrica 1.373 bambini. Grazie ai medici che partono volontari in missione - sacrificando spesso le proprie ferie - e grazie alle collaborazioni sviluppate con associazioni e ospedali locali. Ma per salvare tante vite è indispensabile anche il sostegno di tanti italiani che ogni anno raccolgono il nostro appello a donare, anche con un semplice SMS”.

Per informazioni: www.missionbambini.org

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