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Rotterdam, pronti due social bond contro la povertà

4 Febbraio Feb 2015 1224 04 febbraio 2015

La disoccupazione dal 2008 al 2013 è arrivata al 13,9%. Ma con una riduzione di solo l’1% lo Stato può realizzare risparmi per circa 60 milioni di euro. Così la seconda città olandese ha deciso di lanciare due nuovi prodotti di finanza sociale

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Rotterdam Bici
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La disoccupazione dal 2008 al 2013 è arrivata al 13,9%. Ma con una riduzione di solo l’1% lo Stato può realizzare risparmi per circa 60 milioni di euro. Così la seconda città olandese ha deciso di lanciare due nuovi prodotti di finanza sociale

L’aumento della povertà urbana e del disagio sociale pone le città di tutta Europa di fronte alla sfida del reperimento di nuove risorse per la realizzazione di servizi efficaci in favore delle categorie più deboli. Non fa eccezione Rotterdam che negli ultimi mesi sta sperimentando il sistema dei social impact bond per favorire la creazione di nuova occupazione giovanile scaricando su di un investitore privato i rischi dell’investimento necessario per la realizzazione dei nuovi servizi a supporto dell’autoimprenditorialità.

Particolarmente diffuso in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia, questo innovativo sistema consente di affiancare agli imprenditori sociali un supporto costante da parte di un soggetto privato che recupera il suo investimento solo se i progetti finanziati raggiungeranno l’obiettivo stabilito nel contratto iniziale, ricevendo nel caso anche un piccolo interesse capace di rendere ancora più vantaggioso l’investimento. Mettere l’innovazione finanziaria a servizio delle politiche sociali di un territorio diventa così una strategia per alleggerire i costi del welfare pubblico e al contempo rendere più efficace l’utilizzo delle risorse per contrastare le forme di disagio maggiormente avvertite nelle aree urbane.

Nel caso di Rotterdam, che ha visto raddoppiare il suo tasso di disoccupazione dal 2008 al 2013 arrivando al 13,9% Abn Amro e Start Foundation hanno investito 680mila euro nel programma Buzinezzclub. L’iniziativa ha coinvolto in meno di nove mesi oltre 160 giovani tra i 17 ai 27 anni fornendogli gli strumenti più adatti per avviarsi all’autoimprenditorialità e uscire così da una condizione di inattività particolarmente onerosa in termini di impatto sull’intero sistema di welfare locale. Dallo sviluppo di produzioni artigianali fino alla realizzazione di giochi su internet o alle produzioni discografiche, sono quanto mai disparate le attività avviate dai giovani provenienti sia dal centro che dalla periferia urbana, molti dei quali di origini straniere. Nella città olandese l’integrazione passa necessariamente attraverso una migliore occupazione oltre che da una razionalizzazione delle politiche e degli investimenti sociali. “Anche in Olanda come ovunque in Europa – spiega il funzionario del dipartimento Innovazione pubblica del comune di Rotterdam Tjalling de Vries - le risorse economiche si sono ridotte sensibilmente rispetto al passato ma grazie a questo sistema abbiamo messo il rischio dell’investimento sul mercato così da rendere possibile agli imprenditori sociali di escogitare nuove idee”. Una situazione in cui tutti gli attori coinvolti (ente pubblico, investitori, fornitore di servizi e organizzazione intermediaria) ne guadagnano come anche i beneficiari finali, in questo caso i giovani disoccupati, che vedono migliorare sensibilmente il loro posizionamento sul mercato del lavoro senza ulteriori costi per la collettività.

Rotterdam si prepara a lanciare nel 2015 due nuovi social impact bond, che puntano ad affrontare il delicato tema della disoccupazione in età adulta agendo possibilmente in coordinamento con altri programmi nazionali e locali di welfare rivolti a categorie specifiche. Dalle famiglie che rischiano lo sfratto o sottoposte a eccessivo indebitamento fino agli ex detenuti, i nuovi progetti puntano ad affrontare situazioni in cui si incrociano molteplici criticità in modo da contribuire attraverso la creazione di nuovo reddito alla risoluzione contemporanea di un maggior numero di problematiche. Una sfida ambiziosa, quasi quanto quella di convincere banche e fondazioni a rischiare il proprio capitale sulle fasce più deboli. Se è vero però che con una riduzione di solo l’1% del tasso di disoccupazione lo Stato olandese può realizzare risparmi per circa 60 milioni di euro, si comprende quanto l’alleanza fra attori diversi risulti decisiva per realizzare azioni concrete a partire da una scommessa, finora vinta, sul destino dell’intera comunità urbana.

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