Buone idee

Pranzo sospeso per i nuovi poveri

10 Febbraio Feb 2015 1254 10 febbraio 2015

Si rivolge alle famiglie in difficoltà l’iniziativa del Bistrot sociale “Il Filo di Aurora” aperto dallo scorso luglio a Bresso (MI). A dicembre l’invito ai clienti di offrire un pranzo a chi non se lo può permettere e in pochi giorni ha raccolto decine di adesioni

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Piatto Sospeso
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Si rivolge alle famiglie in difficoltà l’iniziativa del Bistrot sociale “Il Filo di Aurora” aperto dallo scorso luglio a Bresso (MI). A dicembre l’invito ai clienti di offrire un pranzo a chi non se lo può permettere e in pochi giorni ha raccolto decine di adesioni

Nel locale di via Giuseppe Bologna, 9 a Bresso, la lavagna segna 60 menù. E per i prossimi mesi avrà il compito di tenere aggiornato il conteggio dei pasti donati e consumati. Replicando il più famoso caffè sospeso, il pranzo sospeso prevede che i clienti lascino pagato un pranzo oppure anche un solo piatto.

«Il Filo di Aurora nasce dalla Cooperativa sociale Lotta contro l’Emarginazione. Lo scorso anno ci è stata data l’opportunità di gestire uno spazio storico della cittadina per rilanciarlo dal punto di vista della ristorazione e per rivitalizzare il quartiere, creando occasioni di aggregazione e di partecipazione per i cittadini. L’iniziativa Piatto sospeso rientra in questo spirito e rappresenta un valore aggiunto, racconta Emanuela Desanti, socia della Cooperativa.

Chi sono i clienti che offrono i pranzi?

«Su ogni tavolo c’è la locandina che spiega l’iniziativa, così che ogni cliente intanto che attende può leggere di cosa si tratta. In questo modo al momento di pagare il conto lascai un pranzo o un piatto pagato. Ci sono poi le cene aliene, delle serate speciali in cui i piatti non hanno un prezzo fisso, bensì ad offerta. Le cene organizzate sinora sono state un formidabile volano per presentare l’iniziativa».

Chi sono i beneficiari?

«Abbiamo pensato alle nuove povertà. Alle tante famiglie “normali” che sono state sorprese dalla crisi e che non conoscono i circuiti di aiuto. Proprio perché sono state improvvisamente espulse da un contesto di “normalità” in cui hanno sempre vissuto. Nella loro nuova situazione di marginalità, sono spaesate, disorientate».

Come funziona esattamente?

«L’iniziativa nasce in collaborazione con i servizi sociali del comune di Bresso che segnalerà le famiglie beneficiarie che riceveranno una sorta di tessera e potranno venire da noi a mangiare oppure a prendere i pasti da asporto. Siamo stati contattati anche da Caritas e da Opera San Vincenzo».

Quando sarà possibile offrire i primi pranzi sospesi?

«Speriamo a breve».

Come stanno reagendo i clienti?

«Sono incuriositi, chiedono ulteriori informazioni. Possono sospendere un intero pranzo che costa 10 euro, o un solo piatto con una donazione che va dai 2 euro per un contorno ai 6 euro di un secondo piatto».